22 agosto 2017
Aggiornato 15:00
Tribunale

«Dammi i soldi sono uno 007», sedotte e abbandonate così due donne

Il Tribunale di Torino ha emesso la sentenza nei confronti dell'uomo che, adducendo come scusa un presunto lavoro per i servizi segreti, aveva estorto grandi quantità di denaro a due donne

Tribunale di Torino - Immagine d'archivio (© Diario di Torino)

TORINO - «Sono un agente segreto e posso commettere i reati che voglio» questa, in somma sintesi, la tesi dell'accusa sul caso del commerciante di Rondissone che derubò due donne di una grossa somma di denaro. In primo grado il Tribunale di Aosta aveva assegnato all'uomo una pena pari a sette anni di carcere; la corte d'appello di Torino si è invece pronunciata per una riduzione della pena a cinque anni e nove mesi.

Il caso
Tra il 2011 e il 2012 l'uomo riuscì a estorcere alle due donne più di trentamila euro, approfittando della loro «fragilità». Stando a quanto riportato in aula infatti l'uomo avrebbe instaurato con entrambe le donne una relazione di tipo sentimentale e, solo in un secondo momento, avrebbe cercato di estorcere loro del denaro. L'uomo avrebbe inoltre raccontato alle due di far parte dei servizi segreti e che, in ragione di questo, sarebbe stato immune da qualsiasi reato. Dopo un lungo processo, in cui ha preso le sue difese l'avvocato Stefano Gubernati, arriva la sentenza del Tribunale di Torino che lo condanna a cinque anni e nove mesi di reclusione.