22 agosto 2017
Aggiornato 07:00
Cronaca

Presi dopo l’ennesimo scippo in San Salvario: «daspo urbano» per i rapinatori della movida

L'ennesimo scippo, l'arresto e la novità: i due rapinatori potrebbero ricevere il daspo urbano, il divieto di frequentare ed entrare in una determinata zona

I carabinieri hanno fermato i due rapinatori dopo l'ennesimo scippo (© Carabinieri)

TORINO - E’ nato tutto da uno scippo. Una catenina d’oro rubata a un uomo di 35 anni in corso Massimo D’Azeglio, ma questa volta l’epilogo potrebbe essere ben diverso: rischiano il «Daspo urbano» i due rapinatori della movida, vero incubo per i ragazzi e i residenti di San Salvario.

Lo scippo e l'arresto
I rapinatori, due egiziani di 19 e 20 anni, erano considerati una vera e propria banda capace di realizzare una serie di colpi nella zona della movida. I militari li hanno fermati durante un controllo straordinario del territorio tra via Madama Cristina e via Berthollet: nelle tasche, oltre alla catenina scippata poco prima, sono state ritrovate dosi di marijuana. Uno di loro, tra l’altro, era stato arrestato lo scorso 6 febbraio sempre per il reato di rapina. 

Daspo urbano, cos'è e come funziona
I rapinatori, inconsapevolmente, potrebbero essere i primi destinatari del daspo urbano. Che cos’è? E soprattutto come funziona? Il daspo urbano è una delle misure più discusse del decreto legge sulla sicurezza approvato dal governo che conferisce al sindaco di una città il potere di imporre una sanzione pecuniaria e il divieto d’accesso in una zona a chi commette reati sempre all’interno dello stesso luogo/zona o quartiere. I carabinieri stanno valutando quest’ipotesi, la prima a Torino. I rapinatori, molto probabilmente, usciranno presto dal carcere ma potrebbero essere raggiunti dal daspo.