21 ottobre 2017
Aggiornato 21:00
Barattolo

Merce in vendita certificata e residenza a Torino: approvato il regolamento dell’ex Suk

Il Consiglio comunale ha approvato con 21 voti favorevoli e un voto contrario la nuova regolamentazione dell’attività di vendita e scambio di cose usate, definita “Barattolo”

TORINO - Il provvedimento punta a valorizzare le funzioni di inclusione sociale ed economica di persone svantaggiate. Ad approvarlo sono stati 21 consiglieri, tanto è bastato per dare il via libera alla nuova regolamentazione dell’attività di vendita del libro scambio, quella che l’assessore Marco Giusta ha chiamato «Barattolo». Il Consiglio comunale è partito prendendo atto del fatto che le "aree di libero scambio non hanno mai goduto di una progettualità di lungo periodo, né si sono mai realmente integrate nel tessuto urbano circostante anche e soprattutto a causa di una crescita esponenziale del numero di operatrici e operatori e hanno più volte subito cambiamenti di sede, spesso connesse a
manifestazioni di scontento da parte della cittadinanza».

La delibera
Si tratta, recita la delibera «di valorizzare i luoghi e il contesto che ospiterà le suddette attività, anche dando la possibilità a tutti i cittadini e cittadine residenti, in determinate occasioni, di porre in vendita o scambiare oggetti propri ed infine, non ultimo, eliminare l'alone di illegalità ed abusivismo che caratterizzavano il passato. A tal fine, la Città dovrà stabilire «rapporti di collaborazione con le realtà del territorio, in particolare con quelle associazioni (senza fini di lucro) che hanno nel proprio statuto la valorizzazione dei rapporti sociali e solidali». Tre sono i temi su cui l'Amministrazione ha scelto di concentrarsi: la scelta degli operatori, i beni scambiati e l'organizzazione delle attività. Le categorie merceologiche ammesse sono quattro: mobilia, oggettistica, abbigliamento, libri, riviste e dischi. Ci sarà l’obbligo di residenza a Torino, l’esclusione di chi ha licenze commerciali (o parenti e affini di primo grado che ne posseggono), l’obbligo di autocertificare la provenienza dei beni in vendita e il divieto di proporre in vendita utensili elettrici di potenza superiore agli 800 Watt e pneumatici. E’ prevista l'estensione delle attività anche alla giornata della domenica. Gli operatori dovranno corrispondere un contributo a copertura dei costi di raccolta rifiuti, dei costi di gestione e della tassa di occupazione del suolo pubblico.

Altre regole
Come succedeva già ai tempi del Suk ci saranno controlli costanti da parte della polizia municipale, da altri organi  preposti e dal cosiddetto «soggetto accompagnatore» che dovrà segnalare violazioni del regolamento. Dopo le sanzioni economiche, chi reitera eventuali violazioni viene sospeso fino a un anno e in caso di ulteriore reiterazione, allontanato definitivamente. Parte degli introiti generati dalla tassa di occupazione del suolo pubblico sarà destinata alla promozione di progettualità e investimenti sul territorio su cui insistono le attività di scambio, sia avviando un ciclo virtuoso di sostegno economico che, eventualmente, di accompagnamento verso un'evoluzione a forme di micro-imprenditorialità. I «soggetti accompagnatori» oltre a presiedere all’organizzazione delle attività ordinarie dovranno promuovere manifestazioni tematiche finalizzate alla partecipazione dei cittadini e alla valorizzazione delle aree proposte per lo svolgimento delle attività.

Lega Nord: «Più controlli»
Il capogruppo della Lega Nord, Fabrizio Ricca, ha presentato un emendamento che prevede la verifica della regolarità dei documenti e di eventuali permessi di soggiorno degli operatori e incrementano le categorie di oggetti nuovi di cui non è ammessa la vendita. Accolta anche la proposta di divieto di svolgere attività simili a meno di 500 metri dal mercato e di aumentare la sanzione minima da 50 euro a 100 euro.