18 ottobre 2019
Aggiornato 01:00
Intervista

Intervista all'uomo che disegna cerchi nel grano: un talento di un altro pianeta

A costruire il disegno apparso a Scalenghe nella notte tra il 27 e il 28 maggio è stato Francesco Grassi. Chi è? E perchè si diletta nel disegnare imponenti cerchi nel grano nella campagna di Pinerolo? 

PINEROLO - In una cascina di Scalenghe, a pochi chilometri da Torino, sono apparsi improvvisamente, la mattina del 28 maggio, oltre ventilima metri quadrati di un disegno enigmatico. A vedere quelle linee così maestose si resta a bocca aperta e soprattutto viene da chiedersi cosa ci sia dietro? Per chi crede nel soprannaturale, i cosiddetti «believers», non ci sono dubbi: sono stati gli alieni. Ma noi siamo scettici di natura e perciò siamo andati a fare qualche domanda all'uomo che si dichiara autore dei cerchi apparsi nella cascina Odetto. Si chiama Francesco Grassi e ve lo presentiamo così: tarantino, ingegnere elettronico, appassionato di UFO ma, soprattutto, un artista.

- Da dove nasce la passione di disegnare cerchi nel grano?
Fin da ragazzino sono stato sempre affascinato dai misteri in generale e anche il fenomeno UFO mi ha sempre attirato. Intorno al 1999 ho cominciato a farmi domande sui cerchi nel grano in maniera scientifica. Dopo tanti studi, ricerche, sono andato in Inghilterra nell'estate del 2004 per apprendere l'arte del circlemaking e osservare in prima persona il lato oscuro del fenomeno.

- Cosa le resta di quel viaggio in Inghilterra?
Oltre ad imparare le tecniche per creare i cerchi, la mia esperienza mi ha fatto toccare con mano che la finalità degli autori non è mai la burla o il prendersi gioco di chi andrà a fare visita alla formazione nei giorni successivi. Per semplificare possiamo dire che esistono sostanzialmente due tipi di approccio: team che si muovono seguendo finalità solo artistiche e team che aggiungono qualcosa di più, una parte spirituale possiamo dire. 

- Quindi per lei non è uno scherzo, perchè lo fa allora?
Perchè è bello, è divertente! L'obiettivo è fare arte. Arte che puoi guardare dall'alto o in cui puoi passare all'interno, come fossi in un labirinto. Sono partito con l'idea di svelare un mistero, di capire cosa ci fosse dietro. Volevo trovare delle risposte, poter argomentare con cognizione di causa, poi dall'indagine a tavolino sono passato alla ricerca sul campo e, dalla ricerca, sono arrivato all'azione. La prima tappa è stata nel 2011 ma allora non ho voluto svelare subito di essere l'autore dei cerchi, volevo vedere le reazioni delle persone, fare una sorta di esperimento sociale e stare a guardare cosa succedeva. Oggi invece ho rivelato subito di essere stato io, ma in tanti non ci hanno creduto!

Disegno apparso a Scalenghe nella notte tra il 27 e il 28 maggio

Disegno apparso a Scalenghe nella notte tra il 27 e il 28 maggio (© Francesco Grassi)

- Cosa direbbe a quelli che non credono che sia stato lei a fare quei cerchi?
Credo che sia evidente che sono stato io, nella stessa opera d'arte si vede il mio tocco, la mia firma e una sorta di fil rouge che unisce questa creazione alle precedenti. Non pretendo di convincere nessuno, ma ha sempre senso cercare di portare razionalità in un mondo che tende a promuovere «fake news»o bufale. Questi sforzi non serviranno certamente a convincere i creduli incalliti, ma ci sono tante persone che sono incerte, dubbiose e ansiose di conoscere informazioni solide.

- Ci spiega come si fa, nella pratica, a fare un cerchio nel grano? 
Dunque, si entra in due nel campo seguendo normalmente quelle che gli inglesi chiamano «tramlines» (linee che attraversano il campo). Uno fa da centro e l'altro, portandosi alla distanza desiderata grazie a un metro tenuto ben teso, procede a passo laterale appiattendo con i piedi una fascia di vegetazione larga quanto lo scarpone. In generale dunque le linee vengono tracciate proprio così, con i piedi. La punta della matita nel disegno geometrico su carta corrisponde al piede del circlemaker durante la creazione dei cerchi. La tavola di legno si usa per appiattire la vegetazione nei settori delimitati dalle linee di costruzione del disegno. Queste sono le tecniche di base. Nel caso di Scalenghe il disegno è piuttosto complesso e c'è voluto molto tempo per progettarlo, ma i principi fondamentali per la realizzazione sono i medesimi.

Disegno apparso a Scalenghe nella notte tra il 27 e il 28 maggio

Disegno apparso a Scalenghe nella notte tra il 27 e il 28 maggio (© Francesco Grassi)

- Parliamo di Scalenghe: il disegno cela anche un enigma, di cosa si tratta?
Sì, ho voluto creare una sorta di sfida enigmistica all'interno del disegno che ho realizzato insieme al mio team di 23 persone nella proprietà Odetto. Anche l'enigma tra parentesi è prova indiscutibile del fatto che io sia l'autore. L'opera contiene al suo interno cinque frasi da decodificare e da usare come password per sbloccare questo file che è una sorta di cassaforte/matrioska, che si può scaricare dal sito: http://tinyurl.com/Grassi2017diagram
Ecco gli indizi per decodificare l'enigma:

 a. La prima frase è in inglese ed è una citazione a un’opera d’arte molto famosa del passato.

b. La seconda frase è in inglese e contiene al suo interno le parole «ET» e «bye».

c. La terza frase è in inglese e contiene la parola «Cabala».

d. La quarta è in inglese e dovrà essere derivata dalla frase (b.) con una modalità enigmistica da scoprire.

e. La quinta e ultima frase dovrà essere derivata dalla frase (c.) con la stessa modalità

enigmistica e, dulcis in fundo, sarà in latino.

 A questo link si trova il diagramma ben definito con cui è possibile provare la decodifica: http://tinyurl.com/FB-CCTH

- Quali sono i suoi progetti per il futuro?
Un'opera all'anno ritengo che sia più che sufficiente! Può immaginare quanto lavoro ci sia dietro fin dalla progettazione. L'idea è comunque quella di continuare a fare arte e a indagare le reazioni della gente, non ho mai pensato di fare una «burla a tema alieni», sebbene sia proprio questa l'intenzione con cui questo filone è nato nel 1980. Io cerco una tela, il più grande possibile, e poi do libero sfogo alla mia creatività sperando che la genti apprezzi e capisca.


 

Autore dei cerchi nel grano

Autore dei cerchi nel grano (© Francesco Grassi)