21 ottobre 2019
Aggiornato 04:00
Cronaca

Comune di Torino sotto accusa per i fatti di piazza San Carlo, Appendino risponde

All'indomani dei fatti di piazza San Carlo la prima a essere messa sotto accusa dalla folla è la sindaca di Torino, Chiara Appendino. La prima cittadina dovrà rispondere della presenza di bottiglie di vetro in piazza e sul piano di sicurezza

TORINO - All'indomani dei fatti di piazza San Carlo comincia il gioco dello «scarico di responsabilità» e la prima a essere messa sotto attacco è la sindaca della città, Chiara Appendino. Tra i tanti interrogativi che ancora si agitano intorno alla folle notte del 3 giugno, alcuni vengono imputati direttamente all'amministrazione comunale. Primo fra tutti la presenza di bottiglie di vetro all'interno della piazza, causa di molti feriti durante la fuga; secondo poi l'intera gestione del piano di sicurezza dell'evento, allestito nel Salotto di Torino.

Turismo Torino
Appendino si difende in prima battuta tirando in ballo il soggetto organizzatore dell'evento, Turismo Torino: «La Città di Torino precisa che il soggetto organizzatore ha operato con le medesime modalità messe in atto nel 2015 in occasione della finale proiettata il 6 giugno. Anche in quel caso la Città, con propria delibera, aveva incaricato Turismo Torino quale soggetto organizzatore e non era stato approvato alcun provvedimento di ulteriore limitazione nella vendita di vetro e metallo, oltre a ciò che è previsto dall’art. 8 bis del Regolamento di Polizia Urbana». L’articolo a cui fa riferimento la sindaca prevede il divieto di vendere, per asporto o consumo sul posto, bevande racchiuse in contenitori di vetro o metallo, dalle 23 alle 7 del giorno successivo. Nessun cenno esplicito dunque al divieto di portare in piazza le bottiglie di vetro, l'articolo parla solo di vendita. «Per ciò che concerne la presenza di venditori abusivi», prosegue la sindaca, «sono in corso le verifiche da parte dell’Amministrazione per individuare le eventuali responsabilità». E' in programma per oggi una relazione della Polizia Municipale in merito alle attività svolte sul campo per aiutare a fare chiarezza sugli eventi.

Il piano di sicurezza
Numerose incertezze gravitano ancora in merito al piano sulla sicurezza. «È stato predisposto dalle forze dell'ordine un servizio di controllo degli accessi e presidio delle vie di fuga» afferma Appendino, che risponderà oggi in Consiglio Comunale dei fatti della notte del 3 giugno. Anche il paragone con la finale vista nella stessa piazza nel 2015 appare, in vero, un po' forzato. Sebbene infatti l'evento si sia svolto nella medesima piazza, alcune differenze nella gestione degli spazi rendono i due momenti molto diversi: nel 2015, ad esempio, erano stati allestiti due maxi schermo e la piazza era stata suddivisa in settori. La scelta di porre un solo maxi schermo ha reso completamente diversa la logica dei soccorsi e la dinamica della fuga delle persone spaventate.