18 agosto 2019
Aggiornato 19:30
Notte di follia in piazza

Scagionato il ragazzo ripreso a petto nudo con lo zaino in spalle, non era una bravata

Non stava emulando un kamikaze ma voleva far vedere alla folla che non c'erano pericoli. Il giovane ripreso dalle telecamere non ha scatenato il delirio di piazza San Carlo. Dopo ore di interrogatorio è stato scagionato
Scagionato il ragazzo con lo zaino in spalle
Scagionato il ragazzo con lo zaino in spalle ANSA

TORINO - Il giovane ripreso dalle telecamere in piazza San Carlo a petto nudo, con lo zaino in spalle e le braccia alzate, in un gesto che ha ricordato molto quello dei kamikaze, è stato completamente scagionato. Nella serata di ieri si era ipotizzato che potesse essere stato lui, insieme a due amici, a scatenare il delirio collettivo durante la finale di Champions League che in quasi 60mila persone hanno seguito dal centro di Torino. Una bravata andata oltre il limite insomma. Invece no, lui non c'entra niente, anzi ha raccontato agli inquirenti di aver tentato di far capire che non stava succedendo nulla, ecco il perché degli arti alzati. Probabilmente aveva anche bevuto più del dovuto e in quegli attimi non si sarebbe accorto esattamente di ciò che stava accadendo intorno a lui. Le persone vicine invece hanno mal interpretato i suoi gesti e il filmato sembrava essere una prova inconfutabile.

Nessun indagato né ipotesi di reato
Esclusa la pista di una bravata, in mano della magistratura non resta molto per ipotizzare una realtà diversa dalla psicosi ingiustificata. Ci sono troppe versioni dei fatti tra chi ha sentito uno scoppio e chi addirittura diversi spari come se provenissero da un mitragliatore. Per questo stanno proseguendo le indagini: "Allo stato attuale non ci sono né persone indagate né ipotesi di reato", ha spacificato questa mattina il procuratore di Torino, Armando Spataro, che ha poi aggiunto, "Stiamo cercando di ricostruire la dinamica esatta dei fatti, poi penseremo al resto». D'altronde in queste ore sono stati visionati tantissimi filmati tra cellulari e videocamere di sorveglianza e ancora di più sono state ascoltate le testimonianze dei testimoni. Ora c'è da mettere insieme i pezzi del puzzle.