22 luglio 2019
Aggiornato 04:00
Fatti di piazza San Carlo

La folle notte di piazza San Carlo, Appendino: «Non possiamo cedere alla paura»

In seguito ai fatti verificatisi il 3 giugno in piazza San Carlo prende la parola in Sala Rossa la prima cittadina Chiara Appendino. Il primo pensiero va alle persone che sono rimaste ferite, dopodiché si passa ad analizzare le criticità di quella notte

TORINO - Con il suo abituale stile asciutto e concreto la Sindaca di Torino Chiara Appendino ha commentato in Consiglio Comunale i fatti di piazza San Carlo di sabato 3 giugno. Il primo pensiero è andato alle persone ferite e ai loro famigliari, a cui la prima cittadina ha fatto visita poco prima di recarsi in Sala Rossa, dopodiché si è passati ai ringraziamenti: alle forze dell’ordine, alla polizia municipale, a GTT, ai taxisti, al personale sanitario. Appendino non dimentica nessuno, detto questo passa a rispondere alla domanda che tutti si stanno facendo: «Cos'è andato storto?».

Il rapporto della polizia municipale
Un punto importante per comprendere gli eventi di piazza San Carlo sta nella relazione fornita alla Sindaca dalla polizia municipale e resa pubblica oggi in Consiglio Comunale.«In previsione della proiezione della finale della Coppa Campioni del 3 giugno», si legge nel rapporto della municipale, «è stata disposta la presenza di 106 unità per il controllo della zona del centro e di 20 unità per il controllo della zona del Parco Dora». Se per Parco Dora non sono emerse particolari criticità lo stesso non si può dire per il centro. La polizia ha preventivamente notificato a tutti gli esercizi della piazza la rimozione o messa in sicurezza delle strutture dei dehors, dopodiché è iniziata una vera e propria lotta all'abusivismo: sono stati identificati 34 soggetti impegnati, su furgoni attrezzati, in vendite illegali ed è stato effettuato il sequestro di merce non deperibile in via XX Settembre; sono state inoltre rinvenute 2 cassette di bibite in via Roma angolo via Gramsci. Per quanto concerne la viabilità invece, la relazione della polizia municipale riferisce che le volanti erano impiegate in un perimetro esterno alla piazza al fine di impedire l’avvicinamento di veicoli potenzialmente pericolosi. In seguito all'episodio di panico collettivo poi tutto il personale è stato impegnato nelle operazioni di soccorso. Gli agenti avrebbero infine richiesto l'intervento dell'Amiat per la rimozione dei cocci di vetro e degli altri rifiuti presenti sulla piazza.

Il commento della Sindaca contro l'abusivismo
L'operato della polizia municipale, stando alla relazione letta in Sala Rossa, sembra impeccabile. Si aggiunge inoltre che, nella mattinata dell’evento, tutti i requisiti di sicurezza erano stati verificati, comprese le vie di fuga. Allora cosa è andato storto? «La semplice disamina dei fatti non può essere considerata esaustiva» ha affermato Appendino, «un sindaco sente su sé stesso l’onere di rappresentare una intera comunità scossa per l’accaduto e deve domandarsi quali dovranno essere le azioni da strutturare affinché lo spazio pubblico possa continuare a essere sempre fruito in sicurezza da tutti». Si arriva dunque al punto nodale: il fenomeno dei venditori abusivi causa, pare, della grande quantità di bottiglie di vetro presenti nella piazza. «Ulteriori azioni preventive e sanzioni», questa la ricetta Appendino contro il fenomeno imperante dei venditori abusivi. «
In tal senso si sta valutando l’ipotesi di autorizzare in sede di Comitato Provinciale per la Sicurezza tutte quelle manifestazioni di piazza che per le loro caratteristiche possono costituire un luogo nel quale potenzialmente possa generarsi un pericolo per la sicurezza e dunque in quella sede valutare eventuali prescrizioni aggiuntive necessarie».

Non rinunciamo alle piazze 
In un secondo momento la Sindaca riferisce di non avere alcuna intenzione di rinunciare alla fruizione delle pubbliche piazze per i grandi eventi, sarà però necessario, aggiunge, tenere in considerazione l’utilizzo anche di altri luoghi consoni a ospitare questo tipo di manifestazioni. «Gli organizzatori e, in questo caso, le società sportive interessate, che hanno fornito il medesimo supporto garantito negli eventi tenuti in passato, saranno coinvolti in questa analisi chiedendo loro la disponibilità anche degli impianti di loro proprietà». Un ultimo pensiero, accompagnato dagli auguri di pronta guarigione, viene rivolto dalla prima cittadina a coloro che sono ancora ricoverati presso gli ospedali della città. «Non possiamo cedere alla paura», conclude Appendino.