14 ottobre 2019
Aggiornato 22:00
Piazza San Carlo

Piazza San Carlo, la minoranza contro Appendino: «Se la responsabilità è sua si dimetta…»

Un solo maxi schermo, una via di fuga bloccata e abusivi in piazza. Le minoranze chiedono a gran voce alla prima cittadina di individuare i responsabili: «Gestione scandalosa, figura internazionale di incapacità» e ancora «L’Italia non può essere il paese della mancata responsabilità di tutti»
Chiara Appendino è stata attaccata dalla minoranza per la gestione dei fatti in piazza San Carlo
Chiara Appendino è stata attaccata dalla minoranza per la gestione dei fatti in piazza San Carlo ANSA

TORINO - «L’Italia non può essere il paese della mancata responsabilità di tutti». E’ questo il pensiero principale che si leva dalla Sala Rossa dopo il discorso della sindaca Chiara Appendino sulla notte di follia avvenuta in piazza San Carlo, durante la finale di Champions League. La minoranza chiede a gran voce la verità. Di chi sono le colpe di un disastro capace di contare 1527 feriti? Dove ha fallito la macchina organizzativa? I torinesi riusciranno a tornare nelle piazze? Le domande sono tante, le risposte (almeno per ora) poche. Inevitabile che la politica si spacchi: c’è chi ha chiesto alla sindaca di rimettere le deleghe alla sicurezza, chi la invita ad individuare i responsabili e chi, addirittura, ne chiede le dimissioni.

Dimissioni, rinuncia alle deleghe e critiche: le reazioni della minoranza
Quello che è certo è che anche per la politica torinese, la notte di terrore di piazza San Carlo rappresenta un momento delicatissimo, un punto di confronto duro e serrato. «Qual è la sua responsabilità personale, del Prefetto e del Questore? Di voi tre chi è il responsabile? Se è lei, deve essere onesta e dimettersi» è la richiesta di Roberto Rosso. Un’opinione molto simile a quella avanzata da Fabrizio Ricca (Lega Nord): «Gestione della piazza scandalosa. Un solo schermo, tra l’altro posto davanti a una delle due vie di fuga. 1527 feriti non si vedono neanche ad Aleppo. Lei deve dare alla Città il nome dei responsabili e se non è in grado di farlo si dimetta». Diversa la proposta di Silvio Magliano (Moderati): «Le chiedo di rimettere la delega alla sicurezza, individui una persona di sua fiducia e faccia sentire più sicuri tutti i torinesi». Stefano Lo Russo (Partito Democratico) chiede invece le scuse ufficiali della sindaca, alla quale non manca di rivolgere una critica sull’incapacità di assumersi una responsabilità: «Le chiediamo umiltà e capacità di assumersi una responsabilità. Stop allo scaricabarile. Chieda scusa ai torinesi e si impegni a fare meglio per il futuro».

Abusivi, controlli e psicosi: Torino riuscirà a tornare in piazza?
Se dagli ospedali e dalla macchina dei soccorsi arrivano buone notizie (il piccolo Kelvin sta meglio), le indagini per accertare le responsabilità sono ancora in corso: centinaia le persone sentite come testimoni in Questura. Il ragazzo fermato insieme a un suo amico, quello che nel video del falso allarme bomba appare senza maglietta, è stato rilasciato e non risulta indagato. Indipendentemente da cosa e da chi abbia scatenato il panico, è comunque evidente che qualcosa non abbia funzionato nella fase precedente, quella della prevenzione. Abusivi, allarmi bomba, cedimenti strutturali, controlli e disposizione delle strutture. I rebus sono tanti, le risposte per ora poche. Ecco perché è importante capire alla perfezione cosa non abbia funzionato: i torinesi hanno tutto il diritto di poter accedere a una piazza per godere di uno spettacolo in tutta sicurezza, di poter assistere a un concerto o agli imminenti fuochi di San Giovanni. Devono farlo con la certezza che quel che è successo non capiti mai più.