13 novembre 2019
Aggiornato 09:00
Dopo la notte di follia

Residui di fuochi d’artificio in piazza San Carlo, scatta l’indagine per lesioni colpose plurime

La Procura di Torino ha aperto un fascicolo: l’indagine da serve a individuare la causa scatenante del panico e del fuggi fuggi generale della folla, dall’altro a capire se l’organizzazione della manifestazione è stata rigorosa

TORINO - Sono poche le novità dal punto di vista investigativo a oltre 48 ore dalla notte di follia che ha causato il ferimento di oltre 1.500 persone in piazza San Carlo. Una di queste però potrebbe essere un elemento più che utile: sono stati sequestrati residui di fuochi artificiali e generatori di fumogeni, anche se non è stato possibile accertare il momento dell’eventuale utilizzo visto che tra le tante testimonianze acquisite non ci sono versioni di chi avrebbe sentito inequivocabilmente scoppi o esplosioni di petardi o bombe carta. Lo si apprende dalla Procura di Torino che ha aperto un’indagine con il procuratore aggiunto Vincenzo Pacileo e con il pubblico ministero Antonio Rinaudo per lesioni personali plurime, anche gravissime. Esclusa completamente invece la finalità terroristica.

Due aspetti di una sola indagine
La Procura di Torino ha aperto un fascicolo con due obiettivi. Da un lato si vuole arrivare a individuare la causa scatenante del panico e del fuggi fuggi generale della folla presente in piazza San Carlo, dall’altro si sta cercando di capire se l’organizzazione della manifestazione è stata rigorosa grazie all’acquisizione di documentazione amministrativa, delle autorizzazioni rilasciate e delle misure di sicurezza e prevenzione adottate, anche con modalità di accesso alla piazza stessa. Per riuscire a ricostruire quanto avvenuto sabato sera la Procura sta continuando a sentire i testimoni e ad analizzare i tanti filmati di quelle ore.