18 ottobre 2019
Aggiornato 00:30
Piazza San Carlo

Fassino contro Appendino: «Piazza gestita come nel 2015? Falso, ci sono 1527 feriti»

Vie di fuga, più agenti e addirittura due schermi. Nonostante il parallelismo citato dalla sindaca, due anni fa la gestione di piazza San Carlo era stata molto diversa e Fassino non ci sta: «Il mondo è cambiato e rispetto al 2015 una differenza c’è: 1527 feriti»

TORINO - Da Fassino ad Appendino. Da Berlino a Cardiff. Due finali di Champions League vissute in piazza San Carlo, ma terminate in maniera diametralmente opposta: non parliamo del risultato sportivo che ha visto i bianconeri soccombere in entrambi i casi, ma di ordine pubblico. Nel 2015 non vi era stato alcun problema, quest’anno la notte di Champions ha registrato 1527 feriti. Eppure, nelle ore immediatamente successive ai terribili fatti di piazza San Carlo, era stata proprio Chiara Appendino a citare il 2015. Un intervento che non è piaciuto per niente a Piero Fassino.

2015-2017: la piazza gestita in maniera differente
«In relazione ai fatti di Piazza San Carlo, la Città di Torino precisa che il soggetto organizzatore, Turismo Torino, ha operato con le medesime modalità messe in atto nel 2015 in occasione della finale proiettata il 6 giugno» sono state le parole della sindaca. Parole smentite dall’ex primo cittadino che ha fatto notare come la gestione della piazza sia stata ben differente: nel 2015 infatti non vi era solo un maxischermo ma due, mentre gli agenti a disposizione per la gestione dell’evento furono molti di più rispetto a quelli impiegati quest’anno. Capitolo vie di fuga: mentre quest’anno tutte le persone hanno occupato la piazza, due anni fa piazza San Carlo venne organizzata in quadranti, con vie di fuga più accessibili. Ecco perché Piero Fassino, sentitosi tirare in ballo da Appendino, è sbottato: «Si abitui ad assumersi le responsabilità, da quando è sindaca scarica sempre le difficoltà su qualcun altro. Tendenzialmente su di me».

"Una differenze rispetto a due anni fa: 1527 feriti"
L’ex sindaco, durante il suo intervento in Sala Rossa, ha anche sottolineato come in due anni sia cambiato il mondo. Cambiamenti che, secondo Fassino, avrebbero dovuto spingere l’ammistrazione a aumentare le misure di prevenzione: «Richiamarsi a prassi consolidate o al 2015, non ha senso. Tra il 2015 e il 2017 c’è stato Charlie Hebdo, Bataclan, Berlino, Londra. C’è una situazione diversa in percezione di pericolo tra i cittadini e pericolo reale. 48 ore fa hanno disdetto grande concerto a Monaco di Baviera, qualsiasi evento va visto nel contesto di oggi. Il contesto di oggi richiedeva grandi misure rispetto al passato perché quello che ieri era sufficiente,  oggi non lo è più». Fassino, inoltre, si è dichiarato perplesso in merito alla decisione di non revocare la domenica ecologica. Il motivo? L’ordine pubblico. I vigili destinati alla gestione della domenica ecologica non sono stati impiegati durante la serata in piazza San Carlo. Analizzare i due modelli organizzativi è utile a far sì che quanto accaduto non accada mai più. «Una differenza c’è tra il 2015 e il 2017: 1527 feriti. E non può imputarli a me» E’ la critica rivolta da Fassino ad Appendino.