21 ottobre 2019
Aggiornato 01:30
Omicidio a Settimo Torinese

Il neonato ucciso a Settimo non è stato riconosciuto, il Comune organizzerà il funerale

La Procura lascerà ancora qualche giorno alla donna in carcere e al compagno per poter riconoscere il neonato trovato in strada in via Turati e morto poco dopo al Regina Margherita. Si stanno aspettando gli esiti dell’esame del dna
Non è stato ancora riconosciuto il neonato di Settimo
Non è stato ancora riconosciuto il neonato di Settimo ANSA

SETTIMO TORINESE - Il neonato ritrovato agonizzante in strada a Settimo Torinese e poi morto all’ospedale Regina Margherita non è ancora stato riconosciuto. Non lo ha fatto la madre, che in un primo momento aveva parlato di aver ucciso il figlio e poi ha detto di non ricordare nulla a parte il parto, e che continua a rimanere in carcere con l’accusa di omicidio, e non lo ha fatto il marito della donna che ha più volte ammesso di non essersi accorto che era incinta. Nonostante il nullaosta non si è però ancora proceduto con il funerale, dovrà passare ancora qualche giorno - per aspettare che uno dei due genitori possa riconoscerlo - e se nulla cambierà sarà il Comune di Settimo Torinese a occuparsene.

Proseguono le indagini
Continuano le indagini per risalire alla verità di quanto successo nella mattinata del 30 maggio in via Turati. L’autopsia ha già confermato la morte per lesioni compatibili con la caduta dal balcone del secondo piano. Nei prossimi giorni sarà ascoltato nuovamente il marito della donna in carcere, presente in casa nel momento del parto e poco curioso di capire perché sua moglie fosse in bagno all’alba con tanto sangue intorno. «Credevo fossero dei miagolii di un gatto», aveva detto in un primo momento riguardo ai rumori provenienti dall’interno del suo alloggio quella mattina. Gli investigatori sono anche in attesa del risultato degli esami del dna sul corpo del neonato per stabilire se l’uomo sia il padre o meno.