20 novembre 2017
Aggiornato 18:01
Università

I pomodori del futuro si coltiveranno a Grugliasco e non avranno bisogno di acqua

Al via un progetto europeo della durata di tre anni e mezzo al fine di ridurre del 20% l'acqua necessaria per coltivare i pomodori. Gianmaria Ajani, rettore dell'Università di Torino si è detto contento dell'avvio degli esperimenti nelle serre di Grugliasco 

TORINO - In un mondo in cui il cambiamento è all'ordine del giorno ci sono poche certezza a cui aggrapparsi, una di queste sono sicuramente i pomodori. Rossi, squisiti e tra gli ortaggi più rappresentativi del nostro Bel paese. Parlando di cambiamenti, quello climatico è uno dei più impellenti per la nostra generazione e, soprattutto, per quelle che ci seguiranno. In quest'ottica si colloca un innovativo studio universitario volto a scoprire come coltivare i nostri amati pomodori senz'acqua o meglio, con un apporto notevolmente inferiore di liquidi durante la coltivazione.

Il progetto
Si tratta di un progetto europeo della durata di 3 anni e mezzo, coordinato dal docente di agraria Andrea Schubert. La sfida è quella di ridurre almeno del 20% l'apporto di acqua durante la coltivazione, senza ridurre la qualità degli ortaggi. Come farlo? Si opererà, ha spiegato il professor Schubert, una complessa rete di esperimenti incrociati nelle serre di Grugliasco (e congiuntamente a Caserta), al fine di selezionare le specie di pomodori più resistenti alla siccità. Di pari passo verranno studiati anche alcune specie di funghi e batteri che, abbinati ai pomodori, ne riducano il bisogno d'acqua.

Oltre i pomodori
Gli esperimenti partiranno dai pomodori ma non si limiteranno certo a questi. Nel momento in cui si otterranno dei buoni risultati infatti si pensa di estendere la sperimentazione anche ad altri vegetali, come peperoni e meloni. In questo modo si preserverà l'acqua, destinata a essere sempre meno nel futuro. Gianmaria Ajani, rettore dell'Università di Torino, non può che dirsi contento dell'avvio di un progetto di portata europea che pone il capoluogo sabaudo ancora una volta all'avanguardia nel campo della ricerca.