19 ottobre 2019
Aggiornato 12:30
Cronaca

Pericoloso latitante torinese catturato a Barcellona in una clinica odontoiatrica

L’uomo era ricercato per la rapina e l’omicidio di un orafo, ucciso con un colpo di pistola alla testa per portargli via oro, gioielli e orologi per un valore di 1.500.000 euro
La villa in cui avvenne l'omicidio dell'orafo
La villa in cui avvenne l'omicidio dell'orafo ANSA

TORINO - Lo hanno preso a Barcellona, dove si trovava con la compagna nonostante un mandato di arresto europeo per rapina e omicidio. E’ durata diversi mesi la fuga di Giuseppe Junior Nerbo, 30enne torinese, che il giugno di due anni fa uccise un orafo sparandogli un colpo di pistola in testa, durante un tentativo di rapina all’ingresso della propria abitazione. Le indagini successive hanno provato come l’orafo disponesse in casa di un «tesoro» di 1.500.000 euro di provenienza illecita.

Gli spostamenti del latitante tra Francia e Spagna
E’ stato il personale dell’Uco della Guardia Civil spagnola, in collaborazione con quello del Ros, a rintracciarlo. Secondo le ricostruzioni dei carabinieri, il latitante e la compagna qualche giorno fa avevano valicato il confine tra Francia e Spagna su un’auto rubata: davanti a loro la macchina guidata da F.S, 34enne torinese, alla guida di un’autovettura normalmente in uso a Nerbo e proveniente da un traffico di auto rubate. Il complice, fermato alla frontiera, era stato arrestato in flagranza di reato, ma il super latitante e la compagna erano riusciti a passare indenni il confine. Da quel momento sono proseguite senza sosta le ricerche del fuggitivo e della sua compagna.

La cattura del latitante
Dopo giorni di indagini e appostamenti, il pericoloso latitante è stato ritrovato all’interno di una clinica odontoiatrica dove si apprestava a sottoporsi a un intervento chirurgico: la coppia era riuscita a muoversi liberamente grazie a dei documenti svizzeri falsi. Secondo gli atti probatori, Giuseppe Nerbo Junior ebbe un ruolo attivo nella rapina dell’orafo, poi terminata con l’omicidio dello stesso con un colpo di pistola mortale esploso da un membro del commando che entrò in casa sua per portargli via tutto.