21 ottobre 2019
Aggiornato 01:30
Grandi eventi

«A Corpo Libero», tutto pronto per il Torino Pride 2017

L’evento organizzato dal Coordinamento Torino Pride GLBT per i diritti dei gay, lesbiche, bisessuali e transgender partirà alle 16 da piazza Carlo Felice e quest'anno duplica con la sfilata ad Alba
Torino Pride 2017 il 17 giugno
Torino Pride 2017 il 17 giugno Shutterstock

 TORINO - Sabato 17 giugno, la città ospita Torino Pride 2017, l’evento organizzato dal Coordinamento Torino Pride GLBT per i diritti dei gay, lesbiche, bisessuali e transgender. Il corteo, che quest’anno porta il titolo «A Corpo Libero», partirà alle 16 da piazza Carlo Felice. Il Torino Pride quest'anno diventa Piemonte Pride: quella torinese non sarà l'unica parata nella Regione. Dopo qualche giorno infatti, organizzato dal collettivo De Generi e dal Coordinamento Torino Pride, lo stesso evento si svolgerà anche ad Alba. Due parate con lo stesso slogan che affronterà argomenti importanti dall’autodeterminazione all’eutanasia, dalla transizione alla libertà individuale nella sua accezione più ampia.

Scrivono gli organizzatori
A corpo libero, come una danza, un esercizio o una nuotata. Il visual e il claim del Piemonte Pride LGBTQI 2017 creano una specie di cortocircuito. La liberazione del corpo e la liberazione delle menti, hanno non solo il fattore comune di un atto di liberazione appunto, ma sono strettamente legate in un sistema di conseguenze: da una possiamo passare nell’altra, una la conseguenza dell’altra, sia che si proceda in un senso, sia nell’altro. Liberare i nostri corpi Significa, nei fatti, liberare la mente da costrizioni, pregiudizi e mancate autonomie. Significa in buona sostanza affermare noi stessi/e come persone, come insieme di relazioni complesse ma in grado di rivendicare autodeterminazione. Liberare i corpi, tutti i corpi, significa sottrarli alla logica commerciale indotta da altri, significa partire dalla mente libera per sciogliere le catene che anche la comunità LGBTQI spesso costruisce attorno ai corpi: il superamento dello stereotipo del corpo atletico, giovane e prestante che, nei fatti, rende marginale o invisibile chi non corrisponda a questi criteri. Il corpo e la mente, nelle nostre battaglie, devono riacquistare la propria realtà; liberare la mente perché si liberi essa stessa dagli elementi di esclusione al nostro interno che si sovrappongono ai forti elementi di discriminazione che la società ancora tollera o, addirittura, esaspera. Se sappiamo liberare, alzare la mente, cambiare dall’alto le prospettive e guardare oltre i muri che sempre più spesso si alzano nel mondo, sapremo anche includere il corpo disabile che altrimenti non risponde ai criteri utilitaristici dominanti, includere il corpo intersex e quello transessuale che non sono corpi difettosi, da correggere. Esistono corpi da liberare, come le nostre menti. E un atto politico rivendicare il diritto di esistere e di mostrarsi esattamente come si è. Liberare la mente è un atto politico, liberare i corpi è un atto politico. Questo è l’inizio antico di una piccola rivoluzione.