21 ottobre 2019
Aggiornato 02:30
Droga

Spaccio di droga a Borgo Dora, Appendino: «Non abbiamo la bacchetta magica ma stiamo lavorando»

La sindaca di Torino, accusata di non intervenire attivamente contro il fenomeno dello spaccio di droga, ha spiegato le difficoltà in cui si trovano a lavorare prefettura e questura, dovendo quotidianamente fare i conti con personale insufficiente e restando all'interno delle maglie del quadro normativo attuale
Spaccio di droga in Borgo Dora
Spaccio di droga in Borgo Dora ANSA

TORINO - Torna a far discutere il problema dello spaccio di sostanze stupefacenti in alcune zone critiche della città. E' una condizione insolubile? L'amministrazione comunale può fare qualcosa per arginare questo fenomeno di degrado cittadino ormai dilagante? Queste alcune delle domande che pone oggi, lunedì 12 giugno, in Sala Rossa il consigliere Fabrizio Ricca. A rispondere a questi e ad altri  interrogativi è stata proprio la prima cittadina Chiara Appendino.

Questione sicurezza
La sindaca ha dichiarato di conoscere bene le criticità della città: «Spaccio e prostituzione esistono, come in tutte le grandi città si può dire, ma non esiste certo una bacchetta magica per risolvere i problemi dall'oggi al domani». Appendino, accusata di non intervenire attivamente contro il fenomeno dello spaccio di droga, ha sottolineato le difficoltà in cui si trovano a lavorare prefettura e questura, dovendo quotidianamente fare i conti con personale insufficiente e restando all'interno delle maglie del quadro normativo attuale. «Si può sempre faredi più?» dice Appendino, «Probabilmente sì, ma non accetto che si denigri così il lavoro di prefettura e questura». 

Quali piani per il futuro 
Alla domanda poi su come intenda agire sul problema in futuro Appendino parla dell'istituzione di un tavolo tecnico per la discussione del tema, in cui avrà un ruolo principe la polizia municipale di Torino. La sindaca porta inoltre l'attenzione sull'operato degli agenti nell'area di Borgo Dora nella misura di 8970 unità, impegnati tra 2013 e 2016 e di 1150 uomini al giugno del 2017. «Al di là dei numeri c'è un fenomeno di disagio forte, lo sappiamo bene e stiamo cercando di intervenire con tutti i soggetti coinvoilti sul tema della sicurezza con tutti i limiti del personale che abbiamo e vi assicuro che non è assolutamente semplice» conclude Appendino.