21 ottobre 2019
Aggiornato 04:00
Open House

Open House, 37mila visite nei luoghi segreti di Torino: decise le date della prossima edizione

Grande successo per la prima edizione dell’iniziativa che ha portato i torinesi a scoprire luoghi solitamente inaccessibili. Ecco i luoghi più visitati e ce n’è uno in cui nessuno ha avuto il coraggio di entrare

TORINO - Un successo senza precedenti quello di Open House, l’iniziativa che ha permesso ai torinesi di scoprire 111 luoghi «segreti», solitamente inaccessibili al pubblico. Circa 37.000 le visite, con oltre 15.000 partecipanti: i torinesi si sono lasciati affascinare dal format dell’evento nato a Londra nel 1992 in cui appartamenti, privati, uffici ed edifici storici solitamente chiusi aprono gratuitamente le proprie porte al pubblico. Trecento i volontari impiegati per rendere possibile questo weekend all’insegna della scoperta.

Quali sono stati i luoghi più visitati?
Tra i luoghi più visitati le due sedi della Camera di Commercio, Palazzo Birago (2.000 visite), perfetto esempio dell’armonia di Filippo Juvarra e Palazzo Affari (1.300 visite), l'originale e audace segno di Carlo Mollino. Seguono a ruota le recenti trasformazioni residenziali dei grandi palazzi storici del centro, come l'eclettica Villa Cairoli (1.300 visite), Palazzo del Carretto Art Apartments (1.500 visite),  il piano nobile della dimora dei Carretto di Gorzegno nelle cui raffinate suite affrescate emerge uno scambio contemporaneo fra epoche e linguaggi, il sontuoso piano nobile del Palazzo della Luce (1.600 visite), con lo scalone che strizza l'occhio a Palazzo Madama, The Number 6 (793 visite), miglior caso di restauro nel mondo per il concorso ArchDaily del 2015, la terrazza panoramica e la suite dell'Nh Carlina (760 visite). Infine sono state tra le mete più ambite anche le architetture più innovative come la foresta abitabile di 25 verde (900 visite), le forme originali di Casa Hollywood (944 viste) e la Casa tra gli alberi (718 visite), inaspettata villa con giardino nascosta in un interno cortile di San Salvario. Unico dei 111 luoghi a non avere avuto visite è stato  l’ampliamento del Cimitero di San Mauro. L’architetto Raimondo Guidacci, autore del progetto, ha commentato: "Per quello c’è sempre tempo!"

Decise le date della prossima edizione
«Siamo commossi dalla risposta così entusiastica e numerosa del pubblico. L’architettura è la passione di migliaia di cittadini, non un argomento per esperti e professionisti. Siamo orgogliosi di aver organizzato questo evento e siamo convinti che Torino sia la città che più di tutte in Italia, con la sua splendida posizione geografica e il suo incredibile patrimonio di edifici storici, moderni e contemporanei, sia in grado di mostrare il valore e la potenza dell’architettura a sempre più persone» sono le parole di Luca Ballarini, presidente dell’associazione che ha organizzato l’evento. La vittoria più importante? Torino ha dimostrato di essere una città aperta, generosa e cordiale. Ecco perché, visto l’entusiasmo con cui il pubblico ha accolto l’iniziativa, Open House ha già annunciato le date della seconda edizione, che si svolgerà nel fine settimana del 9 e del 10 giugno 2018.