21 ottobre 2019
Aggiornato 01:30
Cronaca

Rom occupano centro anziani da più di un anno e rifiutano il lavoro, il trasferimento slitta ancora

Le istituzioni avevano trovato loro una casa e un lavoro, ma i rom hanno rifiutato ogni tipo di soluzione e continuano ad occupare gli alloggi, nonostante l’assessore avesse promesso il trasferimento entro lo scorso ottobre. Dopo otto mesi nulla è cambiato: a rimetterci sono ancora una volta gli anziani

TORINO - Un centro anziani occupato da più di un anno, gli abusivi che rifiutano ogni soluzione e un trasferimento rimandato di continuo. Di cosa stiamo parlando? Dello spazio anziani di via Rosolino Pilo 50, nel cuore della Circoscrizione 4. Dal 1° febbraio 2016, il centro inaugurato il 21 ottobre 2015 è diventato casa di due nuclei di famiglie rom che non hanno alcuna intenzione di andarsene. A farne le spese, ancora una volta, sono i più deboli: gli anziani.

Lavoro e casa, i rom rifiutano e occupano il centro
La situazione è parecchio delicata, visto che nei due nuclei famigliari che occupano i due appartamenti sono presenti anche tre minori. Il paradosso? Le istituzioni avevano trovato una soluzione, proponendo l’inserimento lavorativo del capofamiglia in una cooperativa agricola e quello abitativo in un’abitazione fuori Torino. Nulla da fare, i rom hanno rifiutato ogni tipo di offerta e continuato ad occupare i due alloggi senza pagare utenze e alcuna spesa. Nel mentre, la convivenza forzata tra le due famiglie e gli anziani che ogni giorno popolano lo spazio a loro delicato è sempre di più un problema.

La promessa dell'assessore: «Li trasferiremo entro fine ottobre 2016»: dopo 8 mesi nessuna novità
Il trasferimento è diventato una telenovela infinita, con buona pace dei residenti costretti a vivere in mezzo a deiezioni e svariati problemi quotidiani. L’ultima comunicazione impone il divieto di lasciare gli alloggi entro giovedì 15 giugno, ma nessuno ci crede. Il motivo? I rom avrebbero dovuto andare via entro l’ottobre 2016. «La famiglia di zingari verrà trasferita entro fine ottobre ad Albugnano, comune in provincia di Asti, dove lavora il capo famiglia» erano state queste le parole dell’assessore alle Politiche Sociali Sonia Schellino. Dopo otto mesi, i due nuclei sono ancora lì. Fabrizio Ricca, capogruppo della Lega Nord che da mesi segue la situazione, «Lei ci crede che il 15 giugno possano andare via? Se ci crede, le chiedo in quale universo fatato lei tornerà a casa questa sera, perché non lo faranno»