21 ottobre 2019
Aggiornato 02:30
Corte dei Conti

Bilancio in squilibrio strutturale, la Corte dei Conti boccia il Comune di Torino

La sindaca: «La giunta Piero Fassino ha lasciato al 31/12/2015 il bilancio della Città di Torino in una situazione di squilibrio strutturale: lo sancisce la Corte dei Conti nelle proprie conclusioni a termine della fase istruttoria»

TORINO - «La giunta Piero Fassino ha lasciato al 31/12/2015 il bilancio della Città di Torino in una situazione di squilibrio strutturale: lo sancisce la Corte dei Conti nelle proprie conclusioni a termine della fase istruttoria», a scriverlo è la sindaca Chiara Appendino appena letta la sentenza che, di fatto, mette in evidenza i problemi di cassa di Palazzo Civico. Un dissesto che ha origini fassiniane, infatti la Corte dei Conti ha analizzato i bilanci del 2015 e il previsionale del 2016 quando ad amministrare la Città c’era Piero Fassino. «Cade così, definitivamente», continua la prima cittadina, «il falso mito di aver lasciato a me e alla mia squadra una città con i conti in ordine. La realtà dei fatti si dimostra molto distante da quanto propagandato fino a oggi».

IL TESTO DELLA CORTE DEI CONTI »

Conti da rimettere a posto
La cassa comunale è praticamente vuota ed è per questo che Palazzo Civico deve chiedere prestiti e aprire mutui con terzi (banche ad esempio). Il che però è come un cane che si morde la coda, anche se ora toccherà all’amministrazione attuale rimettere i conti a posto. E Appendino lo sa bene, anche perché la stessa Corte dei Conti ha chiesto un piano di rientro con i provvedimenti che la Giunta intende adottare entro il prossimo 30 settembre. «Ora toccherà a noi l'onere di rimettere i conti in equilibrio».