18 ottobre 2019
Aggiornato 01:00
Politica

Corte dei Conti, Fassino risponde ad Appendino: «Il lupo perde il pelo ma non il vizio»

L’ex sindaco di Torino ha risposto all’attuale prima cittadina sulle accuse mosse dopo la pronuncia della Corte dei Conti. «Appendino è abituata a scaricare la responsabilità sempre sugli altri, lo ha fatto per piazza San Carlo, lo fa sul bilancio»

TORINO - Ormai i botta e risposta si fanno sul web. Dopo che la Corte dei Conti si è pronunciata sul rendiconto 2015 del Comune di Torino e sul preventivo dell’anno successivo, la sindaca Chiara Appendino ha puntato il dito sull’attuale consigliere di minoranza Piero Fassino dicendo che «cade il falso mito di aver lasciato a me e alla mia squadra una città con i conti in ordine». La prima cittadina parla di situazione di squilibrio strutturale, quella che avrebbe lasciato la Giunta Fassino alla fine del 2015. Ma l’ex sindaco non ci sta e, come non è abituato a fare a dir la verità, ha affidato la sua risposta a un video.

«Il lupo perde il pelo ma non il vizio»
Un minuto per controbattere Appendino. L’ex primo cittadino di Torino non è affatto turbato dalla pronuncia della Corte dei Conti, ma anzi sicuro di ciò che dice: «Il lupo perde il pelo ma non il vizio, un proverbio che ben calza per il sindaco Appendino che cerca ancora una volta di stravolgere la realtà dei fatti», dice, «per mesi ha cercato di spiegare ai torinesi che la Giunta Fassino aveva lasciato dei debiti fuori bilancio, ma oggi nella relazione della Corte dei Conti di questo non vi è traccia. Adesso cerca di spiegare che ci sarebbe un disavanzo strutturale e anche questo non è vero», afferma Fassino che poi spiega, «invece in quella relazione si apprezzano le politiche di contenimento della spesa e di risanamento che la Giunta Fassino ha messo in essere in questi anni. La sindaca Appendino è abituata a scaricare la responsabilità sempre sugli altri, lo ha fatto per piazza San Carlo, lo fa sul bilancio, lo fa ogni qualvolta è davanti a una difficoltà. Dovrebbe sapere che un sindaco è tale quando si assume le proprie responsabilità e risponde delle proprie politiche».