21 ottobre 2019
Aggiornato 01:30
Strisce blu

Strisce blu a Torino, il ricorso al Tar: «Un aumento del 300% del tutto immotivato» 

Il dibattito nuove tariffe relative la sosta a pagamento arriva al Tar. A firmare il ricorso è l'avvocato torinese Marco Ferrero il quale lamenta la mancanza di motivazioni che avrebbe dovuto accompagnare l'aumento della tassa
Le tariffe per la sosta nelle strisce blu dei residenti variano in base all'ISEE
Le tariffe per la sosta nelle strisce blu dei residenti variano in base all'ISEE ANSA

TORINO - L'aumento della tassa sulle strisce blu in vigore dal primo maggio 2017 ha colpito duramente molti torinesi. Se tanti però sono rimasti in silenzio, probabilmente ancora frastornati da questa nuova incombenza da pagare, una voce si è alzata in difesa della chiarezza e ha fatto ricorso al Tar per ottenere delle risposte. «Da cittadino reputo molto grave il fatto che il Comune non abbia fornito alcuna motivazione in merito all'aumento delle tariffe per la sosta a pagamento», ha spiegato l'avvocato Marco Ferrero, «qual è la finalità di questo provvedimento? A cosa mira? Nessuno ha dato una motivazione. E' stato fatto unicamente, a mio avviso, per riempire le casse vuote del Comune».

Un provvedimento arbitrario
«Se è vero che il Comune ha il potere di amministrare il suolo pubblico» ha spiegato l'avvocato Ferrero «ha però anche il dovere di fornire una spiegazione in merito alle sue scelte; in questo modo il cittadino può comprendere il piano generale dell'amministrazione e compiere un sacrificio economico consapevole». L'aumento della tassa ha infatti un entità piuttosto elevata: «Si è passati dal pagare 45 euro al doverne tirare fuori 180, con un rincaro del 300%. Stando così le cose, ritengo che a maggior ragione il Comune debba fornire giustificazioni appropiate ai cittadini».

La dichiarazione ISEE
Un ulteriore incongruenza, sottolinea l'avvocato Ferrero, starebbe nel determinare il prezzo da pagare in base alla dichiarazione ISEE: chi rientra nella fascia compresa tra 0 e 20.000 euro, dovrà sborsare 45 euro all’anno, mentre il costo salirà a 90 euro per i redditi fino ai 50.000 euro all’anno. L’ultima categoria, quella dei redditi più elevati, dovrà invece pagare 180 euro. «Il pagamento del parcheggio dovrebbe essere commisurato al tipo di veicolo che si possiede, in base alla lunghezza piuttosto che alla classe energetica a cui questo appartiene. Legare il provvedimento alla dichiarazione ISEE non ha alcun senso e denuncia una metodologia sbagliata di fondo». A questo si aggiunge poi la "furbizia", così l'ha definita Ferrero, del Comune di aver sancito che, coloro che non produrranno la documentazione necessaria nei tempi previsti, si ritroveranno a pagare l'importo massimo. In questo modo si scarica sul cittadino anche l'annosa incombenza di provvedere a procurarsi tutti i documenti e di consegnarli a Gtt in tempo. «E' prevedibile che molti», conclude Ferrero, «per disattenzione o per pigrizia, finiranno per pagare l'importo più alto».

Il ricorso al Tar
I giudici amministrativi del Tar saranno dunque chiamati a pronunciarsi in merito al provvedimento della Giunta Appendino. «Il costo amministrativo del ricorso è di 650 euro, questa è la prima difficoltà che si trova ad affrontare il singolo nel momento di fare ricorso. Ma la condotta del Comune è inaccettabile perciò ho deciso di fare ricorso al Tar da privato cittadino». Ferrero lamenta infine che sebbene tutti, dalle opposizioni politiche all'unione dei consumatori, abbiano criticato il provvedimento strisce blu di casa Appendino, nessuno si sia mosso concretamente per contestarlo. Perchè? Dove finiranno i soldi derivati dall'aumento delle tariffe delle strisce blu? La domanda resta aperta.