21 ottobre 2019
Aggiornato 05:00
Cronaca

Folle notte in piazza San Carlo, indagato il titolare di un bar: «E’ surreale»

Vito Strazzella, titolare del Caffè San Carlo, è stato indagato per non aver rimosso i dehors durante la finale di Champions League. Lui si difende: «Cosa potevo fare?»

TORINO - C’è una prima persona indagata dopo i fatti di piazza San Carlo: è Vito Strazzella, titolare del Caffè San Carlo, uno dei bar rimasti aperti durante la finale di Champions League. Sia chiaro, nulla a che vedere con l’ondata di panico che ha portato il ferimento di 1527 persone. Anzi. E per quale motivo il titolare di uno dei bar più famosi in città risulta indagato? Vito Strazzella ha ricevuto un avviso di garanzia per «inosservanza dei provvedimenti dell’autorità». In parole povere, è colpevole di non aver rimosso i dehors in quella maledetta sera.

Dehors non rimossi, ecco perché
Stando a quanto raccolto dal quotidiano La Repubblica, Strazzella avrebbe ricevuto l’avviso di togliere i dehors intorno alle 15:30 di sabato 3 giugno. Troppo tardi secondo lui per rimuoverli. «Cosa potevo fare? Dovevo essere informato prima per rimuovere 9 ombrelloni ancorati al pavimento, 50 tavolini e 250 sedie» si giustifica. Il titolare del bar avrebbe comunque provato a contattare alcune ditte per portargli via le attrezzature, ma a causa del poco preavviso e dell’impossibilità di avvicinarsi alla piazza con un mezzo pesante come un camion, ha dovuto desistere.

Il paradosso: dehors utilizzati per curare i feriti
Un paradosso in tutta questa vicenda c’è: le sedie e i dehors, dopo quei minuti di follia, hanno accolto i feriti. Strazzella, che si era adoperato per vendere bottiglie in plastica e non in vetro, ha aperto le porte interne del suo locale per permettere alle persone di essere curate in un pronto soccorso improvvisato. Una situazione a tratti surreale, mentre le indagini sono ancora in corso per stabilire cos’abbia realmente scatenato il panico e causato il ferimento di 1527 persone.