17 agosto 2017
Aggiornato 23:30
Cronaca

Poeta metropolitano «appende» i suoi versi sui fili del bucato, il Comune di Torino lo multa

«Volevo solo regalare un po' di colore a Torino», così Ma Rea, il poeta itinerante multato dalla polizia municipale di Torino per aver appeso alcuni suoi versi ai pali di piazza San Carlo. L'artista riversa il suo malcontento per l'accaduto in una lettera indirizzata al comune di Torino

Poesia di Ma Rea, poeta errante (© Lo stendiversomio - Facebook Page)

TORINO - Stende i suoi versi sul filo del bucato e così facendo fa viaggiare la sua poesia per tutta Italia. Questo è quello che fa Ma Rea, detto lo Stendiversomio, il poeta itinerante di origine bolognese che dissemina di poesie le fermate degli autobus e le piazze delle città. L'idea, bisogna ammetterlo, ha un che di romantico, non è piaciuta alla polizia municipale del capoluogo piemontese, che ha fatto recapitare a casa del poeta bolognese una bella multa di 240 euro, per violazione dell'articolo 6 del regolamento comunale che, tra le altre cose, punisce la «modifica dell’arredo urbano». Inutile dire che, in tutta questa faccenda, di poetico c'è ben poco.

La risposta del poeta itinerante
La risposta di Ma Rea, al secolo Andrea Masiero, non si fa attendere e, in una missiva dai toni scoppiettanti rivolta all'amministrazione torinese, attacca: «Il comune di Torino, nella veste di polizia municipale, ha riconosciuto a pieno titolo il mio ruolo di artista di strada, probabilmente nell’unico modo con cui lo sa fare: multandomi. L'amarezza e lo sconforto che provo per tale fatto sono indescrivibili». Pensare che, spiega l'artista, in Italia ci sono molti comuni che commissionano le sue opere, mentre a Torino viene multato per aver affisso dei versi con il nastro biadesivo su dei pali di piazza San Carlo. «Che la polizia municipale abbia addirittura fatto una ricerca per scoprire chi fosse l'incivile che attacca poesia ai pali è qualcosa di veramente unico», prosegue Ma Rea «io volevo solo regalare un po' di colore a Torino».

Il prezzo della cultura
L'artista errante non intende sporgere ricorso per la multa subita: «Insomma, se questo è il prezzo della cultura lo pago volentieri» afferma. L'amarezza di essere accomunato a vandali e teppisti però rimane grande e perciò sulla sua pagina Facebook Ma Rea tiene a sottolineare che le sue opere non deturpano la città in nessun modo: «Non attacco le poesie con la colla e non rovino nulla. Disciplinare la strada in modo così rigoroso è controproducente e quasi dispotico. Le regole servono per gestire in armonia una comunità e uno spazio. Ci vuole capacità di discernimento in questo e essere categorici è triste». "Indistinti saluti", così si chiude ironicamente la lettera del poeta all'amministrazione cittadina.
 

Poesia di Ma Rea, poeta errante

Poesia di Ma Rea, poeta errante (© Lo stendiversomio - Facebook Page)