21 ottobre 2019
Aggiornato 05:00
Cronaca

Chiuso il circolo «African Dream», era diventato una base di spaccio di droga

Sostanze stupefacenti e oggetti rubati: all’interno di questo circolo, già chiuso due volte in passato, pusher e clienti si ritrovavano per portare avanti l’attività illecita. I tossicodipendenti si bucavano all’esterno del locale

TORINO - Spaccio di droga, ricettazione di materiale di dubbia provenienza e tossici che si bucavano alla luce del sole. Sono scattati per la terza volta i sigilli al circolo privato «African Dream», in Lungo Dora Napoli 16: il locale rimarrà chiuso per 90 giorni.

Licenza sospesa per la terza volta
La licenza del locale era già stata sospesa due volte, nell’ottobre del 2015 e nel dicembre del 2016. Il motivo? L’«African Dream» risultava frequentato da persone pregiudicate, che utilizzavano il circolo per facilitare i loro traffici illeciti. Una situazione che, evidentemente, non è cambiata: i successivi controlli effettuati negli scorsi mesi da personale della Polizia di Stato e dal personale dell’Arma dei Carabinieri (Comando Compagnia di Torino – Oltre Dora)  hanno evidenziato come al suo  interno fossero ancora presenti persone, molte delle quali non socie, dedite allo spaccio di stupefacente o alla ricettazione di materiale hi-tech (cellulari e tablet).

Spaccio, consumo di droga e ricettazione
Nelle prime due settimane di giugno, un senegalese è stato arrestato perché trovato in possesso di 46 ovuli di cocaina, un suo connazionale colpito da ordinanza di custodia cautelare in carcere mentre altri due denunciati per ricettazione. Altri avventori del locale risultavano avere precedenti di polizia per i reati contro la persona, l’ordine pubblico e in materia di stupefacenti. C’è di più: i numerosi tossicodipendenti fermati hanno confermato come nel locale fossero certi di trovare sostanze stupefacenti di qualsiasi tipo. I residenti inoltre, hanno più volte segnalato schiamazzi, liti, degrado e pericolo. Pare infatti che i tossici si iniettassero la droga direttamente fuori dal locale, abbandonando siringhe anche alla luce del sole, per strada.