21 ottobre 2019
Aggiornato 04:30
Intervistato da Radio 24

L’assessore alla Sicurezza scarica la polizia: «In piazza Santa Giulia serviva più tatto»

Sono passati due giorni dagli scontri ma la polemica non si è ancora placata. L’assessore Roberto Finardi è intervenuto su Radio 24 e ha parlato di quanto è avvenuto

TORINO - Ci sono ancora accertamenti in corso per capire come sia andata nella tarda serata del 20 giugno in piazza Santa Giulia dove ci sono stati momenti di tensione tra la polizia in tenuta antisommossa e alcuni ragazzi dei centri sociali torinesi. Tra le accuse lanciate da una parte e le difese dall’altra, si inserisce come un fulmine a ciel sereno il pensiero della Giunta della sindaca Chiara Appendino che nelle ore immediatamente successive all’evento si è dissociata dal modus operandi delle forze dell’ordine in quell’occasione. Una decisione - quella sostanzialmente di scaricare il Questore - che ha lasciato molti di stucco e che però, nel caso ci fossero stati ancora dubbi, è stata ribadita dal neo assessore alla Sicurezza per il Comune di Torino, Roberto Finardi: «Non è mia intenzione scaricare il Questore. E’ chiaro però che non possiamo accettare che si verifichino situazioni così, da una parte e dall’altra», ha detto intervistato da Radio 24, «La notte del 20 giugno non ero presente (in piazza Santa Giulia, ndr), ma credo che con un po’ di tatto e indiscrezione le cose sarebbero potute non degenerare. Credo che quando ci si trova di fronte situazioni delicate sarebbe opportuno utilizzare più riguardo e attenzione». Parole che non lasciano spazio a dubbi su quanto l’amministrazione della città abbia lasciato da sola la polizia che quella notte sarebbe andata in piazza per controlli ordinari per l’ordinanza della prima cittadina sulla vendita di alcolici da asporto dopo le ore 20.

«Polizia un po’ più riflessiva»
L’assessore Finardi non ha mai detto direttamente di non condividere quanto fatto dalle forze dell’ordine, ma ha lasciato ben intendere: «Quella sera la polizia poteva essere un po’ più riflessiva, ma non devo insegnare io come si gestisce la pubblica sicurezza. Mi auguro che sia il primo e ultimo episodio di questo genere visto che in piazza c’erano famiglie, bambini e tante persone normali che si stavano godendo un po’ di fresco». Sull’ordinanza: «Si può valutare o rivalutare un’ordinanza», ha detto Finardi, «Anche a me molte regole non piacciono ma ciò non mi esenta dal non rispettarle».

Dopo il 3 giugno Torino nel caos
Le ultime tre settimane a Torino non si respira più la stessa aria. Dopo la paura del 3 giugno in piazza San Carlo sono stati diversi i momenti di tensione che hanno coinvolto la polizia. Il primo il 13 giugno quando la polizia, mentre eseguiva controlli sul rispetto dell’ordinanza di Appendino, è stata accerchiata in piazza Santa Giulia e costretta ad andare via. Il giorno dopo stesso atteggiamento contro gli agenti che stavano inseguendo uno spacciatore in piazza della Repubblica: il fuggitivo è inciampato e, sbattendo il volto contro una bancarella, ha iniziato a sanguinare molto con la situazione che è pian piano degenerata a tal punto che sul posto sono intervenute diverse Volanti. Il 18 giugno polizia ancora una volta accerchiata ai Murazzi. E, infine, il 20 giugno, l’ultimo episodio, il più violento del post incidenti di piazza San Carlo. «Sono episodi isolati, le problematiche di Torino sono quelle di tutte le grandi città. Prima di dire che c’è dell’altro aspetterei, sono situazioni episodiche e non andrebbero ingigantite.