21 ottobre 2019
Aggiornato 04:00
Cronaca

Furti e spaccate, sgominata la «banda dell’Alfa Veloce»: almeno 16 i colpi realizzati

Per fermarli è stata necessaria la sinergia tra polizia e carabinieri: i malviventi, 5 stranieri residenti a Torino, commettevano i furti a bordo di due Alfa Giulietta rubate con cui scappavano, facendo perdere le proprie tracce

TORINO - Arrivavano fuori dagli esercizi commerciali a bordo di due Alfa Romeo Giulietta rubate, spaccavano le vetrine dei negozi e rubavano tutto quello che riuscivano a portare via. Una volta fuori, facevano perdere le proprie tracce scappando a bordo delle vetture modello «Veloce». E’ finita con le manette ai polsi la serie di reati commessa dalla banda dell’Alfa Veloce, un’organizzazione composta da cinque stranieri residenti a Torino.

Furti e spaccate non solo a Torino
I malviventi si erano contraddistinti nei mesi scorsi per una serie di «spaccate» ai danni di esercizi commerciali di varia natura ubicati nell’area metropolitana torinese, nella riviera ligure e in Toscana. Per rintracciarli è stata estremamente importante l’indagine condotta dalla polizia stradale, che ha indagato sui furti di alcune Alfa Romeo Giulietta modello «Veloce». Dopo aver ipotizzato quali fossero le auto rubate dai malviventi, le forze dell’ordine ne hanno monitorato gli spostamenti, riuscendo così a individuarli. Alcuni riscontri hanno permesso di accertare come i precedenti possessori delle suddette autovetture si fossero già resi protagonisti in passato di azioni analoghe, sulle quali stavano indagando i carabinieri di Rivoli.

Cinque persone arrestate, tre erano già in carcere
L’indagine ha permesso di accertare diversi furti nel torinese, in una profumeria di Diano Marina e in un supermercato Coop di Novellara. A conclusione delle attività, il Gip del tribunale di Torino ha emesso un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di cinque persone (tre fermate ad aprile). Tutti gli arrestati sono ritenuti responsabili di furto aggravato e ricettazione. In corso ulteriori attività per contrastare i reati contro il patrimonio.