21 ottobre 2019
Aggiornato 01:30
Ramadan

Ramadan, Appendino festeggia con 25.000 musulmani: «Torino ha vacillato, ma non è caduta»

La sindaca ha portato il suo saluto alla festa per la fine del Ramadan, organizzata sotto la tettoia del Parco Dora: «Torino è la mia, la vostra, la nostra città». Presenti anche l’arcivescovo Nosiglia e l’assessora Cerutti
La sindaca Appendino alla festa che chiude il Ramadan
La sindaca Appendino alla festa che chiude il Ramadan ANSA

TORINO - Oltre 25.000 musulmani si sono ritrovati questa mattina sotto la tettoia del Parco Dora per celebrare l’Eid al Fitr, festa che coincide con la fine del Ramadan. All’evento, oltre all’arcivescovo Cesare Nosiglia e all’assessora regionale alle Pari Opportunità Monica Cerutti, ha partecipato anche la sindaca Chiara Appendino. Davanti a migliaia di fedeli raccolti in preghiera, la prima cittadina ha parlato di cultura, religione, rispetto e spazi pubblici. Nel finale, anche una riflessione sul momento vissuto dalla città: «Torino ha vacillato nelle ultime settimane, ma non è caduta e non cadrà».

Da Fassino ad Appendino, i sindaci di Torino alla festa di fine Ramadan
Anche Piero Fassino, nel 2015, aveva partecipato alla cerimonia e proprio un anno fa circa a visita alla festa del Ramadan era stata una delle prime uscite pubbliche da sindaca di Chiara Appendino che ha ribadito i passi in avanti compiuti negli ultimi 365 giorni: «Abbiamo messo in pratica quanto ci eravamo impegnati a fare nel Patto di Collaborazione fra Comune e Centri di cultura e religione islamica» ha affermato la prima cittadina, che ha anche ricordato la giornata delle Moschee aperte svoltasi qualche settimana fa.

Torino non cadrà, siete voi a pagare il prezzo più alto della paura
Non sono poi mancate le riflessioni sul momento particolarmente difficile vissuto dalla città: «Nelle ultime settimane Torino è stata scossa da eventi tragici, e voglio rivolgere un pensiero a tutte le vittime che sono state coinvolte. La paura, il nostro più grande nemico, ci ha fatto vacillare. Voi, come anche altre culture e religioni, pagate purtroppo il prezzo più alto di questa paura e insicurezza perché ciò che è diverso. Nelle ultime settimane Torino ha vacillato, sì, ma non è caduta – e non cadrà se tutti coloro che la vivono, che sentono di appartenerle, la sosterranno». Infine l’invito all’unione e alla cooperazione: «Torino è la mia, la vostra, la nostra città, e tutte e tutti insieme dobbiamo prendercene cura. Il nostro compito sarà quello di essere protagonisti nella lotta alla paura».

Chiara Appendino e l'arcivescovo di Torino, Cesare Nosiglia

Chiara Appendino e l'arcivescovo di Torino, Cesare Nosiglia (© ANSA)