18 ottobre 2019
Aggiornato 00:30
Cronaca

Psychiatric Circus nell'occhio del ciclone: «Locandina che ridicolizza chi soffre di malattie mentali»

Nonostante il grande successo dell'edizione 2017, lo Psychiatric Circus torna a far discutere per l'utilizzo di locandine visivamente troppo spinte. Legare infatti il tema dei disturbi psichiatrici al mondo circense non farebbe altro, secondo alcuni, che ridicolizzare chi soffre di problemi psichiatrici

TORINO - Torna a far discutere lo spettacolo itinerante "Psychiatric Cyrcus». Lo show, già approdato in città due anni fa, ha riscosso anche per questa edizione un grandissimo successo di pubblico. Non sono però mancate le critiche: in molti infatti hanno ritenuto che la locandina pubblicitaria dell'evento fosse troppo visivamente spinta per un tema così delicato. Se infatti lo spettacolo si propone di far riflettere il pubblico sul tema del diverso e su come le cose che non conosciamo tendenzialmente ci spaventino, tanta sensibilità non viene rispecchiata nella campagna marketing dello show. 

La locandina della discordia
«Nella pubblicità dell'evento non c'è alcuna volontà di offendere o di ridicolizzare», ha commentato l'assessore alla Cultura Francesca Leon. Anzi, quest'anno i manifesti appaiono, secondo l'assessore, persino più sobri rispetto agli scorsi anni; chiaro segno, aggiunge Leon, che le critiche del 2015 sono state ben accolte e hanno portato a un cambiamento. La locandina dell'evento 2017 infatti mette maggiormente l'accento sul tema del circo (il protagonista del manifesto pubblicitario infatti presenta un trucco molto pesante da clown), cercando di non forzare la mano sul tema della malattia mentale. Proprio questo punto invece viene messo in cattiva luce da coloro che attaccano la locandina: legare infatti il tema dei disturbi psichiatrici al mondo circense non fa altro che ridicolizzare persone che soffrono di tali patologie. Per il prossimo anno ci si augura che venga messa in campo una maggiore sensibilità, per evitare di urtare coloro che soffrono di malattie mentali oltre ai tanti operatori che lavorano nel settore.