21 ottobre 2019
Aggiornato 01:30
Polizia postale

Si finge una donna e adesca più di 100 ragazzini, direttore sportivo di calcio nei guai

«Ciao sono una ragazzina della tua stessa età, ti va se ci conosciamo?», iniziavano più o meno così le conversazioni che hanno portato all’arresto di un ventiquattrenne. Sempre lo stesso il modus operandi per arrivare al suo obiettivo

TORINO - In oltre tre anni ha adescato più di 100 ragazzini, quasi tutti appartenenti al mondo del calcio giovanile. Per un direttore sportivo di 24 anni, residente nel cuneese, ora sono iniziati i guai: la polizia postale di Torino ha eseguito un’ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari nei suoi confronti e ha scoperto il suo modus operandi. Con alcuni stratagemmi, il giovane riusciva sistematicamente a fingersi donna sui social Facebook, Whatsapp, Kik e Telegram con i ragazzi per avere contatti «privilegiati» con gli stessi. Successivamente si impossessava dei selfie erotici che di volta in volta venivano dagli stessi prodotti su richiesta del giovane adescatore. Una volta ottenuto il materiale pedopornografico, in molti casi scattava il ricatto: dichiarando di essere una persona diversa dall’avvenente interlocutrice, il direttore sportivo induceva minacciosamente i minori a produrne ancora, in cambio del suo silenzio.

Nessun incontro fisico con i minori
Le indagini della procura di Asti sono cominciate due anni fa quando un giovane calciatore in erba, allora quattordicenne, aveva raccontato agli investigatori di essere stato oggetto di tentativi di adescamenti a opera dalla sedicente «coetanea» con artifici e lusinghe, e quindi di essere stato costretto dall’abile «seduttrice» a inviare altro materiale dietro la minaccia di diffusione delle foto appena inviate. Grazie a un’importante attività investigativa, si è subito compreso che quanto denunciato dal minore non era un caso isolato. Infatti una serie di episodi addebitabili alle diverse identità fake sono state ricondotte allo stesso soggetto, riuscendosi in tal modo ad enucleare con certezza le utenze telefoniche da cui erano state effettuate le connessioni internet. Ne è seguita una perquisizione a carico dell’indagato, la prima di tre complessivamente eseguite dai poliziotti presso la sua abitazione, sulla base dell’ipotesi – poi confermata – di reiterazione delle condotte criminali contestate. Da quanto è stato accertato il ventiquattrenne non avrebbe invece mai avuto incontri fisici con i ragazzini minorenni che adescava.

Quattro diverse identità femminili
L’analisi del materiale sequestrato in casa del ragazzo ha permesso alla polizia postale di ricostruire compiutamente l’attività criminale del giovane dirigente sportivo: lo stesso utilizzava ben 4 diverse identità femminili nella sua disponibilità e selezionava tra i minori i target da colpire per soddisfare, sempre e solo attraverso l’invio di materiali pedopornografici,  le proprie perversioni sessuali. L’attività degli investigatori si è pertanto concentrata sulla identificazione delle numerose vittime, più di un centinaio, tutte di sesso maschile, contattate e sentite nelle forme dell’audizione protetta affinché spiegassero quanto accaduto online, a conferma dell’iter criminoso di tipo seriale.