21 ottobre 2019
Aggiornato 04:30
Appendino Londra

Appendino vola a Londra per parlare di start up e innovazione: «Torino ha molto da raccontare»

La sindaca, ospite dell'Ambasciata italiana a Londra, sta svolgendo una serie di incontri nel Regno Unito. L'obiettivo? Consolidare la sinergia con i grandi investitori internazionali

LONDRA - Trasferta londinese per Chiara Appendino. Nella giornata di ieri, la sindaca è partita da Caselle verso Londra. Il motivo? Un viaggio di lavoro, per portare Torino nel Regno Unito. La prima cittadina ha partecipato (e parteciperà oggi) a una serie di incontri fissati all’Ambasciata Italiana con investitori e rappresentanti della comunità italiana nel Regno Unito. Una 48 ore di incontri, appuntamenti e conferenze, prima del ritorno all’ombra della Mole visto che domani avranno luogo i consueti incontri con i cittadini.

Promuovere Torino
In un viaggio che ricorda molto quello di diversi mesi fa a Dubai, Appendino e gli investitori hanno parlato di due grandi temi, start up e innovazione. «L’obiettivo di questa visita, come per le altre missioni analoghe, è creare e consolidare relazioni con attori internazionali che possano vedere in Torino un’opportunità di scambio e di investimento» ha rivelato la sindaca. Sul tavolo anche la promozione della città, argomento sempre molto valido vista la vocazione turistica di Torino. 

Appendino e il valore di Torino
Secondo Appendino, la platea è «rimasta incuriosita dai progetti portati avanti da Torino». Qualche esempio? Open For Business, la rete 5G (prima città in Italia ad averla) e Open Data. Insomma, parlando inglese, Torino prova a guardare al futuro e a grandi investitori con fiducia e consapevolezza. D’altra parte, sia la precedente Giunta che quella attuale hanno sempre lavorato per avviare progetti innovativi e importanti, anche grazie alle partnership con i grandi investitori non solo locali. Appendino, con orgoglio, ha ribadito il lavoro sin ora svolto dalla sua squadra: «Dietro a tutti i nostri progetti c’è una squadra che lavora pancia a terra, ogni giorno, per rendere questa Città migliore di come l’ha trovata. Oggi, dopo un anno di lavoro, vedo che di Torino c’è molto da raccontare».