26 settembre 2020
Aggiornato 07:00
Poste Italiane

Poste Italiane, polemica in Piemonte: «Utili da 600 mln sulle spalle dei lavoratori precari»

I lavoratori e i sindacati sono stati ascoltati dal presidente Mauro Laus. Successivamente il Consiglio regionale ha votato un ordine del giorno: la Giunta Chiamparino dovrà convocare Poste Italiane e chiedere la stabilizzazione

TORINO - «Stiamo parlando di un’azienda che registra 600 milioni di utile: non ci sono quindi motivi economici perché si comporti in maniera così antisindacale». Così si è parlato in Consiglio regionale del Piemonte dove uno dei temi trattati ha riguardato i lavoratori precari assunti da Poste Italiane con contratti a tempo determinato rinnovato più volte fino al raggiungimento massimo dei 24 mesi. «Solamente in Piemonte, questi contratti sono passati in pochi anni da alcune decine a quasi mille», denunciano sindacati e rappresentanti dei dipendenti invitati a Palazzo Lascaris dal presidente Mauro Laus per ascoltare e comprendere meglio quale sia la condizione lavorativa, una condizione che coinvolge in Italia migliaia di giovani, e non solo. «Tutto questo nonostante ogni giorno vadano in pensione e vengano ‘esodate’ decine di lavoratori e malgrado le carenze di organico siano ormai croniche con i disservizi noti da tempo a cittadini e istituzioni, nessuno di questi giovani», tuona il sindacato Slc Cgil, «viene assunto con contratto a tempo indeterminato».

RICATTI - Il sindacato ha parlato anche di ricatto da parte dell’azienda Poste Italiane nei confronti dei dipendenti a tempo determinato. «Questi lavoratori», hanno detto, «vivono ricattati dal possibile mancato rinnovo del loro contratto se rifiutano prestazioni lavorative oltre i loro doveri, obbligati ad effettuare straordinario e flessibilità senza alcun limite: precari nel lavoro, precari nella vita». Una condizione che, se confermata, non sarebbe accettabile, soprattutto, è stato sottolineato più volte nel corso della seduta del Consiglio regionale, per un’azienda che ha raggiunto i 633 milioni di euro di utili nel 2016.

IMPEGNO DELLA REGIONE - Il Consiglio regionale ha approvato all’unanimità un ordine del giorno presentato dal consigliere Marco Grimaldi che impegna la Giunta del presidente Sergio Chiamparino a convocare Poste Italiane e sollecitare l’azienda ad aprire una trattativa per «correggere il suo piano industriale riguardo il Piemonte» e per «affrontare il problema della crescente precarietà dei dipendenti, non escludendo la stabilizzazione degli stessi». Marco Grimaldi ha poi detto in aula: «In tutta Italia i lavoratori a tempo determinato di Poste Italiane sono aumentati da 1844 nel 2012 a oltre 5.000 nel 2017. Significa che il servizio viene di fatto garantito soprattutto da personale precario. Si fanno utili sulle spalle dei precari, ma non solo: di fatto si dismette un servizio universale per regalare tutto ai colossi dell’elusione e dello sfruttamento, come Amazon. Non è accettabile: si stabilizzino subito le migliaia di precari che tengono in piedi il servizio di Poste Italiane».