27 maggio 2020
Aggiornato 01:30
Storie di Torino

Villa Scott, la misteriosa casa torinese conosciuta in tutto il mondo

La lussuosa casa liberty progettata dall’architetto Pietro Fenoglio si trova in corso Giovanni Lanza ed è stata set cinematografico di uno del classici del cinema horror più amati di tutti i tempi

TORINO - L'amena pre-collina torinese ospita un edificio inquietante e sontuoso allo stesso tempo: si tratta di Villa Scott. Nascosta tra la vegetazione, l'imponente casa gialla è uno splendido esempio di quello stile liberty che contraddistingue le case più belle della città di Torino. Un tempo residenza delle Suore della Redenzione, Villa Scott si è guadagnata le luci della ribalta per tutt'altro motivo, ben più inquietante. La residenza 900esca infatti è stata scelta dal celebre registra Dario Argento come set del suo capolavoro dell'horror: «Profondo rosso».

PROFONDO ROSSO - La lussuosa casa liberty,  progettata dall’architetto Pietro Fenoglio nel 1902, si trova in corso Giovanni Lanza, in una delle zone più esclusive della città. Oggi la casa è diventata meta di pellegrinaggio di tutti gli appassionati di cinema che vogliono vedere la location del loro film preferito e assaporarne le atmosfere misteriose in prima persona. La pellicola, girata nel 1974, mostra sia gli esterni che gli interni della villa, di cui fa vedere gli arredi originali, assicurando così al girato un effetto suggestivo e realistico che fanno di «Profondo rosso» un capolavoro indiscusso del genere horror noir. Villa Scott infatti è nota anche come la «Villa del bambino urlante», dove Marc (David Hemmings) rinviene il cadavere, trova il disegno dell'assassinio e risolve il mistero. Nella finzione del film inoltre l'abitazione non è situata a Torino, bensì nelle campagne intorno a Roma.

VILLA SCOTT - La Villa fu realizzata per volere di Alfonso Scott, amministratore delegato della Rapid, azienda automobilistica torinese oggi scomparsa. Dopo la morte di Scott, la casa fu la residenza delle Suore della Redenzione e fu adibita a collegio femminile, da cui prese il nome di Villa Fatima. Per girare le scene di «Profondo rosso» infatti la produzione del film pagò un periodo di villeggiatura a Rimini alle Suore della Redenzione e a tutte le ragazze allora ospitate nel collegio. Oggi la casa è di proprietà privata, perciò l'unica cosa che i curiosi possono fare è quella di accostarsi alla cancellata e sbirciarne l'interno, immaginando l'assassinio del film e le urla dei protagonisti.

LIBERTY E NEOBAROCCO - La struttura di Villa Scott è caratterizzata da una pianta assai articolata, arricchita dai più ricercati dettagli Liberty, come un trionfo di logge, bovindi, vetrate e decorazioni floreali. Un'elegante e sinuosa scalinata troneggia davanti l'ingresso principale: in questo elemento si può notare la bravura di Fenoglio nello sfruttare al meglio i ben ventiquattro metri di dislivello che intercorrono tra il cancello di entrata e il limitare del giardino superiore. A differenza di Casa Fenoglio-Lafleur, la particolarità architettonica di Villa Scott è accentuata dalla fusione dei prevalenti stilemi Liberty alla plasticità di elementi tondeggianti di chiaro richiamo neobarocco, quasi a voler stabilire un ideale legame con l'architettura sabauda.