7 aprile 2020
Aggiornato 22:00
Cronaca

«Non volevo uccidere nessuno», così l'automobilista che ha travolto Elisa Ferrero

Lo ha raccontato al gip, questa mattina, mercoledì 12 luglio, durante l'udienza di convalida dell'arresto al carcere "Lorusso e Cutugno" di Torino. Il gip, dal canto suo, si è riservato di decidere.

TORINO -  «Non volevo uccidere. Ho solo cercato di raggiungerli per recuperare il numero di targa, visto che il ragazzo mi aveva dato un colpo allo specchietto del furgone», commenta così Maurizio De Giulio, il cinquantunenne che domenica 9 luglio ha travolto i due fidanzati in moto, Elisa Ferrero e Matteo Penna, nel tragico incidente in cui la giovane ha perso la vita. Lo ha raccontato al gip, questa mattina, mercoledì 12 luglio, durante l'udienza di convalida dell'arresto al carcere "Lorusso e Cutugno" di Torino. Il gip, dal canto suo, si è riservato di decidere.

OMICIDIO VOLONTARIO - La Procura di Torino contesta all'uomo l'omicidio volontario della giovanissima Elisa Ferrero, oltre che lesioni gravi, aggravate da futili motivi, riportate dal fidanzato. «La moto ha ridotto la velocità e io ho cercato di sterzare», ha continuato a giustificarsi De Giulio, difeso dagli avvocati Marco Moda, Maurizio Grasso e Vittorio Nizza. La Procura ha chiesto quindi la convalida dell'arresto e l'applicazione di misura cautelare in carcere.