5 luglio 2020
Aggiornato 22:00
Mobilità alternativa

Car sharing esteso in 17 comuni della provincia, il costo è a carico della Città di Torino

Diversi comuni hanno accolto positivamente la proposta dell’assessore ai Trasporti Maria Lapietra. «Le agevolazioni per gli operatori che accetteranno di allargare il loro servizio saranno a carico della Città di Torino»

TORINO - Diciassette comuni dell’hinterland torinese hanno accolto positivamente l’invito dell’assessore del Comune di Torino, Maria Lapietra, all’estensione del servizio di car sharing con modalità free floating, ossia con parcheggi non prestabiliti come succedeva per esempio con il servizio di «Io Guido». Ecco, da marzo, proprio da quando Car City Club è stato messo in liquidazione, i comuni limitrofi al capoluogo piemontese hanno perso un mezzo di trasporto utile per poter raggiungere la città, parcheggiare nelle strisce blu gratuitamente e accedere nelle zone a traffico limitato. E così Lapietra ha proposto l’estensione degli attuali Car2Go ed Enjoy e ha ricevuto il «sì» da parte di Baldissero Torinese, Beinasco, Candiolo, Chieri, Cirè, Druento, Grugliasco, La Loggia, Nichelino, Pino Torinese, Piossasco, Rivalta, Rivoli, San Mauro, Santena, Venaria Reale e Vinovo.

ONERI PER IL COMUNE - Questa operazione sarà a costo praticamente zero per i comuni che hanno aderito. Questi sono stati informati sulle modalità che saranno adottate per incentivare i futuri gestori del car sharing free floating (la concessione è in scadenza ed è in preparazione un nuovo bando) e per estendere la loro offerta a un territorio che almeno comprenda, oltre al capoluogo, anche i centri urbani della prima cintura. «Le agevolazioni per gli operatori che accetteranno di allargare il loro servizio saranno a carico della Città di Torino per garantire anche a chi abita fuori città», ha proseguito Lapietra, «una ulteriore alternativa all'utilizzo del veicolo privato per gli spostamenti verso il capoluogo».