13 agosto 2020
Aggiornato 13:30
Processo

Operaio muore per una puntura d'insetto: datore di lavoro accusato di omicidio

Claudio Surra,  amministratore unico della Boeri srl, è chiamato a rispondere in tribunale della morte di Davide Zangara, deceduto 3 anni fa in seguito alla puntura di una vespa

IVREA - Sono passati tre anni da quando Davide Zangara, quarantaquatrenne impiegato nella manutenzione di alcuni lampioni nel centro di Brozolo, nel chivassese, fu punto all'orecchio da una vespa e morì di conseguenza per uno choc anafilattico. Oggi, il suo datore di lavoro, Claudio Surra, quarantacinquenne di Monteu Roero, amministratore unico della Boeri srl, è chiamato a rispondere di quella morte in tribunale. Zangara ha lasciato una moglie e due figli piccoli che, insieme ad altri famigliari, si sono costituiti parte civile nel processo. La prossima udienza, in cui parleranno consulenti e testimoni della parte civile, è fissata per il 4 ottobre.

IL PROCESSO - La procura di Ivrea accusa Surra di omicidio colposo, in quando non avrebbe fornito al suo dipendente le attrezzature idonee per evitare il rischio di essere punto da una vespa. Zangara, stando a quanto riportato da un perito in tribunale, oltre a non essere stato dotato dell'attrezzatura adeguata, non era stato neppure opportunamente formato per far fronte a quella situazione di emergenza. Si aggiunge inoltre che l'area di lavoro dell'uomo avrebbe dovuto essere controllata prima che il dipendente iniziasse il lavoro e, in caso vi si fosse riscontrata la presenza di vespe, bisognava provvedere a bonificarla.

LA MORTE - A quanto imputato fin qui al datore di lavoro di Davide Zangara si aggiunge ancora un nuovo particolare: pare infatti che l'operaio in seguito alla puntura avesse manifestato diversi problemi respiratori  che facevano sospettare un'allergia sconosciuta. Purtroppo però l'uomo è morto da solo, prima di riuscire a raggiungere una farmacia e a chiedere un antistaminico. La presenza di un collega al fianco di Zagara, sostengono i pm, avrebbe potuto probabilmente salvargli la vita.