24 agosto 2019
Aggiornato 07:30
Amiat

Allarme rifiuti: Amiat minaccia di non svuotare più i cassonetti 

Le aziende come l'Amiat dunque, non sapendo più dove portare i rifiuti, minacciano di non svuotare i cassonetti delle città. A Torino la situazione è parecchio seria, seppure meno critica che in altre città piemontesi e la società che smaltisce i rifiuti lamenta le sue difficoltà.
Amiat, società di raccolta rifiuti di Torino
Amiat, società di raccolta rifiuti di Torino ANSA

TORINO - L'Amiat, società che gestisce i rifiuti di Torino, è stata molto chiara: se la situazione non cambia, non raccoglieremo più la plastica. Il problema è serio, in Piemonte ci sono province in grande difficoltà perchè non sanno più dove mettere la plastica che non viene riciclata, quella che, per intenderci, finisce in discarica o negli inceneritori. Asti, Cuneo, e Novara capofila le province che in Piemonte si trovano oggi in maggiore difficoltà.

PLASTICA - Qual è il problema? I camion di raccolta rifiuti che arrivano da i diversi comuni della Regione trovano la porta sbarrata una volta arrivati agli inceneritori, questo è il problema. Le aziende come l'Amiat dunque, non sapendo più dove portare i rifiuti, minacciano di non svuotare i cassonetti delle città. A Torino la situazione è parecchio seria, seppure meno critica che in altre città piemontesi e la società che smaltisce i rifiuti lamenta le sue difficoltà.

AMIAT - A Torino l'Amiat incassa circa 303 euro per ogni tonnellata di rifiuti raccolti. La plastica in particolare, subisce una sorta di pre-trattamento, al termine del quale il materiale viene trasferito in un centro convenzionato con Corepla, consorzio che si occupa della raccolta e del trattamento della plastica. Stando ai dati forniti dall'Amiat, in media, il 55% della plastica raccolta viene riciclata, e il resto? Il resto si trasforma in rifiuto speciale e finisce in discarica o negli inceneritori. Molto bene, qui iniziano i problemi perchè le discariche di Torino sono di fatto chiuse e l'inceneritore è sovraccarico.
 
L'INCENERITORE - La società che gestisce l'inceneritore (all’80% di Iren) dà priorità ai rifiuti urbani (che rendono 113 euro a tonnellata) e lascia fuori i rifiuti speciali (meno di 100 euro a tonnellata). Si pensi che, solo nell'ultima settimana, su 16 carichi di rifiuti speciali, solo 5 (cento tonnellate)  sono stati accolti per il trattamento. Amiat, dal canto suo, è in grado di stoccare nei suoi centri appena 150 tonnellate di plastica. Per semplificare: Amiat non sa dove mettere la plastica ritirata dai cassonetti e l'inceneritore è saturo. Il problema resta aperto.