27 maggio 2020
Aggiornato 02:30
Ordinanza Appendino

Movida, l'ordinanza colpisce i commercianti di San Salvario: «Ricavi in calo, c’è confusione»

La testimonianza di chi ha un locale in San Salvario è chiara: «I clienti ci chiedono se possono bere o no nei dehors». L’assessore Sacco: «La situazione è cambiata ma Torino deve rimanere una città viva»
Ordinanza anti mala movida, quale bilancio dopo i primi 40 giorni?
Ordinanza anti mala movida, quale bilancio dopo i primi 40 giorni? ANSA

TORINO - Quaranta giorni dopo l’ordinanza anti mala movida firmata da Chiara Appendino è tempo di un primo bilancio. Come sono cambiate le zone «colpite» dal provvedimento? I commercianti ci hanno rimesso qualcosa o hanno avuto dei benefit? E cosa ne pensano i residenti? Una cosa è certa: l’ordinanza ha cambiato le sere d’estate a Torino, soprattutto in San Salvario. A beneficiare maggiormente delle nuove regole sono stati i residenti, mentre a rimetterci di più, almeno per il momento, i commercianti.

RICAVI IN CALO - Sì, perché tra i titolari dei tanti locali che animano San Salvario vi è un malcontento generale per un provvedimento che ha ridotto loro visibilmente i ricavi. «Il calo di flusso c’è stato, ci ha danneggiati una comunicazione poco chiara. Abbiamo clienti che ci chiedono se possono bere o meno nei dehors» spiegano i commercianti ai consiglieri comunali e all’assessore al Commercio, Alberto Sacco. Pur comprendendo la necessità di regolamentare una situazione sfuggita di mano nel corso degli anni, i titolari degli esercizi hanno sottolineato alcune problematiche relative all’ordinanza. Una su tutte? La questione del perimetro. Al di là di via Nizza ad esempio, appena fuori l’area interessata dal provvedimento, le regole sono diametralmente opposte: l'ordinanza non ha valore, è carta straccia ma i giovani acquistano alcolici d'asporto e si spostano in largo Saluzzo e vie limitrofe. Una beffa.

+++ COSA DICE L'ORDINANZA ANTI MALA MOVIDA +++

Le zone colpite dall'ordinanza anti movida

Le zone colpite dall'ordinanza anti movida (© Comune di Torino)

LE PROPOSTE - Il problema è quindi la malamovida, il mancato rispetto di alcune regole (peraltro già presenti). Esiste infatti una movida sana, quella che ogni giorno dà lavoro a tantissime persone e, di fatto, allontana spacciatori e delinquenti. Questo è forse il paradosso più grande: quando le serrande chiudono e i locali sospendono o vedono calare il volume di affari della propria attività, le strade vedono aumentare la presenza di fenomeni illegali ben più gravi e difficilmente controllabili. I divieti attuali hanno penalizzato i commercianti, anche quelli onesti e scrupolosi che non hanno alcuna intenzione di «veder morire» il loro quartiere. Impossibile negarlo. Le loro proposte sono sostanzialmente due: un aumento del perimetro del divieto, in modo da estendere le regole a tutti, e migliorare la comunicazione. Spiegare in maniera chiara e netta ai cittadini cosa possono fare e cosa no. Qualcosa comunque potrebbe cambiare, considerato anche che l’ordinanza scadrà il 30 settembre 2017: è probabile che l’amministrazione decida di istituire nuove regole, coinvolgendo anche le varie associazioni del territorio e la Circoscrizione.  La sensazione è che tra commercianti e amministrazione vi sia la voglia di intraprendere un percorso complesso, quello della valorizzazione della movida. 

LA POLITICA - Differenti le reazioni della politica. Davide Ricca, presidente della Circoscrizione 8,  spiega: «I commercianti non sono responsabili della mala movida. I residenti che ho incontrato hanno la percezione che la situazione stia migliorando, soprattutto per quanto riguarda il problema sonno». La consigliera Artesio ha chiesto una revoca dell’ordinanza 46, mentre Silvio Magliano parla di «un’ordinanza nata male e di un bilancio decisamente negativo». Diametralmente opposta la visione di Alberto Sacco, assessore al Commercio: «La situazione è cambiata, in parte grazie all'ordinanza. Risultato finale è che in largo Saluzzo ora è diverso. Non si poteva e non può continuare così. Torino comunque deve continuare a essere città attrattiva, l'amministrazione vuole che la città non sia grigia e sia viva». Torino e movida, prove d’accordo. Una rivoluzione lenta, che tra divieti e regole prova a metter d’accordo tutti: commercianti, giovani e residenti.

+++ IL TESTO INTEGRALE DELL'ORDINANZA +++