17 gennaio 2020
Aggiornato 14:00
Piazza San Carlo

Piazza San Carlo, la politica litiga e dà uno schiaffo alla città: la verità rimane nascosta

La Commissione d’indagine sui fatti di piazza San Carlo non ha portato alcun risultato. Accuse reciproche tra maggioranza e minoranza, Torino rimane senza una spiegazione ufficiale e con un documento di sole tredici pagine dopo settimane di lavoro
Piazza San Carlo, la maledetta notte del 3 giugno
Piazza San Carlo, la maledetta notte del 3 giugno ANSA

TORINO - Nulla di fatto. La commissione speciale d’indagine per i fatti di piazza San Carlo non produce alcun risultato, nonostante settimane di lavori, riunioni e audizioni. In attesa della magistratura, la politica torinese non consegna a Torino la propria versione dei fatti, non indica un colpevole ma in compenso litiga. Tra Movimento 5 Stelle e minoranza è un botta e risposta continuo, con versioni dei fatti molto differenti fornite alla cittadinanza. Una cosa è certa: la notte del 3 giugno 1526 persone sono rimaste ferite, una ha perso la vita.

COSA DICE IL M5S - Secondo il M5S, la relazione presentata dal presidente della Commissione Enzo Lavolta sarebbe incompleta e non sufficiente. «Il documento era così composto: 1 pagina di titolo, 1 pagina con solo dedica di tre righe a Erika Pioletti, 2 pagine di indice, 2 pagine di motivazioni per costituire la commissione d’indagine, 4 pagine di cronologia audizioni, 3 pagine di elenco documenti richiesti e acquisiti» accusa Aldo Curatella, consigliere pentastellato. Valentina Sganga (M5S) ironizza definendo Lavolta uno studente negligente e il capogruppo Stefano Lo Russo uno studente furbastro. Secondo il Movimento 5 Stelle, la Commissione non sarebbe stata altro che un tribunale d’inquisizione contro la sindaca Appendino.

I primi soccorsi, dopo l'ondata di panico

I primi soccorsi, dopo l'ondata di panico (© Diario di Torino)

COSA DICE IL PD - Diametralmente opposta la versione portata avanti dalla minoranza. In un documento firmato Lo Russo, Lavolta, Magliano e Rosso, emerge la volontà di portare in Consiglio comunale gli esiti del lavoro della Commissione. «Non è giusto che a pagare siano tutti i torinesi» si legge. Secondo la minoranza, l’attuale amministrazione alla guida della città avrebbe utilizzato espedienti per evitare o procrastinare il più possibile l’identificazione della verità dei fatti. In sintesi, i consiglieri di minoranza presenteranno una loro relazione che, ovviamente, sarà molto più dettagliata rispetto a quella presentata.

SCHIAFFO ALLA CITTA' - Intanto sono pervenute oltre 200 richieste di risarcimento contro il Comune di Torino, sebbene le cause dell’ondata di panico che ha portato il terrore in piazza San Carlo siano ancora da definire. Sicuramente, in quella maledetta sera del 3 giugno a Palazzo Civico non vi era alcuna carica politica di rilievo: la sindaca Appendino era a Cardiff con l’assessore Sacco, mentre il vicesindaco non si trovava in città. E’ chiaro quindi come al di là delle differenti posizioni, sarà la magistratura a consegnare la verità ai torinesi. A uscire sconfitta da questa vicenda è la politica torinese, incapace di dialogare e di produrre un risultato soddisfacente nonostante l’importanza di una questione così delicata per tutta la città, a prescindere dal credo politico.