27 maggio 2020
Aggiornato 02:00
Emergenza siccità

«L'emergenza caldo rischia di far chiudere i Toret? Assolutamente no»

La società della acque smentisce categoricamente che, per far fronte al problema siccità, sia ipotizzabile chiudere le fontanelle con la testa taurina: : «Non ci sono assolutamente le condizioni, nè l'esigenza, di procedere con un'azione così drastica»

TORINO - A fronte del giugno più caldo che si sia mai visto negli ultimi quattordici anni il Comune di Torino insieme a SMAT (Società Metropolitana Acque Torino) è costretto a prendere decisioni estreme e, nelle ultime ore, è circolata la notizia che i primi a saltare sarebbero stati proprio i toret, le amatissime fontanelle simbolo della città. Una situazione allarmante quella piemontese ma non critica, specialmente a Torino. Se infatti si sono registrate precipitazioni in calo di oltre il 20%  nel mese di luglio rispetto alla norma climatica, non ci sono gli estremi per chiedere lo stato di calamità naturale, fanno sapere dall'assessorato regionale all'agricoltura, nè per chiudere i toret in città, dicono fermamente da SMAT. 

AGRICOLTURA - Quel che serve è un po' di pioggia, indispensabile soprattutto per il settore agricolo, che sta registrando un calo della produzione a causa delle temperature stagionali al di sopra della norma. Nella giornata di oggi, lunedì 24 luglio, il Mediterraneo sarà ancora interessato da un promontorio anticiclonico di matrice africana che determinerà valori di temperatura pienamente estivi ma, già da domani, una profonda circolazione depressionaria, attualmente localizzata sulle isole britanniche, scenderà verso sud causando fenomeni temporaleschi che faranno respirare un po' i terreni in secca. 

SMAT - La società della acque, dal canto suo, smentisce categoricamente che, per far fronte al problema siccità, sia ipotizzabile chiudere le fontanelle con la testa taurina: «Non ci sono assolutamente le condizioni, nè l'esigenza, di procedere con un'azione così drastica» ha affermato l'amministratore delegato di SMAT, l'ingegner Paolo Romano. Dalla società anzi sottolinenano l'importanza di tenere aperti i toret, in termini di igenicità e di pressione della rete sotterranee. «Torino gode di una condizione privilegiata rispetto ad altre città perchè dispone di ben tre fonti di approvigionamento d'acqua», fanno sapere dalla SMAT, «montana, delle falde e dell'acqua di superficie. Per arrivare all'improbabilissimo caso di dover chiudere i toret le condizioni dovrebbero essere assai peggiori di quelle attuali».