5 agosto 2020
Aggiornato 06:30
Stazione di Porta Susa

La vecchia stazione di Porta Susa è un ricordo, presto nascerà un albergo di lusso

Fs ha già pubblicato il bando che scadrà il prossimo 22 settembre. Base d’asta 6,1 milioni di euro per la vecchia struttura della stazione che si sviluppa su 5.246 metri quadrati di superficie complessiva utilizzabile

TORINO - Lo stato di abbandono di cui ci eravamo occupati lo scorso gennaio è destinato a diventare solo un ricordo. La vecchia stazione di Porta Susa diventerà un albergo di lusso che potrà svilupparsi su una superficie di oltre 5mila metri quadrati. Una destinazione che va di pari passo con la crescita del turismo in città: «Torino è cresciuta negli ultimi anni di 100 mila presenze all'anno: è un potenziale su cui vale la pena investire», ha detto l’amministratore delegato di Fs Sistemi Urbani, Gianfranco Battisti, rivelando il progetto e sottolineando che, nei mesi passati, si era tentata la strada della locazione della vecchia struttura e si erano fatte avanti soprattutto catene alberghiere, «la vendita è un discorso completamente diverso, ma abbiamo capito che c’è un mercato vista anche la zona centralissima e strategica che, oltretutto, lo sarà sempre più con l'aumento dei collegamenti ad alta velocità e il completamento del sistema ferroviario metropolitano che ha in Porta Susa il suo cuore centrale».

6,1 MILIONI DI EURO - La base d’asta è questa: 6,1 milioni di euro. Chi è interessato dovrà presentare un’offerta entro venerdì 22 settembre, ultimo giorno utile per partecipare al bando. «Con questa operazione vogliamo restituire alla città un’area che sarà un nuovo cuore pulsante in un ambito urbano di grande accessibilità e di integrazione urbana  sviluppato in una logica di sostenibilità ambientale», ha detto ancora Battisti seguito da Dario Gallina, il presidente dell’Unione Industriale: "L'iniziativa di FS Sistemi Urbani di Ferrovie dello Stato Italiane si inserisce in un progetto di riqualificazione della nostro tessuto urbano che suscita grande interesse negli industriali torinesi. Liberando grandi spazi si creano nuove opportunità per Torino, che prosegue nel suo processo di trasformazione e di sviluppo».