12 dicembre 2017
Aggiornato 22:30
Piazza San Carlo

Piazza San Carlo, ecco cosa è successo la notte del 3 giugno: «Gli abusivi passavano dal parcheggio»

Nuovi dettagli emergono sulla tragica notte di piazza San Carlo in cui rimasero ferite oltre 1500 persone e in cui perse la vita la giovane Erika Pioletti. Tutti i dettagli nella relazione presentata presentata dai consiglieri comunali di minoranza Enzo Lavolta, Silvio Magliano, Stefano Lo Russo e Roberto Rosso

Notte di paura in piazza San Carlo (© Diario di Torino)

TORINO - «Una interminabile sequenza di approssimazioni, omissioni, deresponsabilizzazioni, scaricabarile che ha caratterizzato l'intera vicenda. A partire dalla sua preparazione, passando per la gestione, fino al dopo evento», inizia così la relazione della Commissione Consigliare di Indagine relativa ai fatti di piazza San Carlo del tre giugno scorso, presentata dai consiglieri comunali di minoranza Enzo Lavolta, Silvio Magliano, Stefano Lo Russo e Roberto Rosso. Decine di pagine che vanno a ricostruire, punto dopo punto, i fatti di quella notte, facendo nomi e cognomi e mettendo sotto i riflettori chi è stato manchevole e come, di modo che incidenti di tale portata non si verifichino in futuro.

PRE EVENTO - Il primo punto affrontato dalla Commissione di Indagine riguarda le modalità di organizzazione dell'evento, deciso durante una riunione convocata appena 7 giorni prima la finale di Champions League disputatasi tra Juventus e Real Madrid. L'incontro, tenutosi il 26 maggio e voluto dal Capo del Gabinetto, Paolo Giordana, si sarebbe svolto, stando a quanto si legge nella relazione, all'insegna del caso. Sarebbe stato proprio Giornada, «un funzionario staff, privo delle funzioni dirigenziali e senza alcun potere di firma su nessun atto», a telefonare in questa occasione al dottor Maurizio Montagnese, rappresentante dell'ente partecipato Torino Turismo. «Per puro caso Montagnese si trovava nei pressi di Palazzo Civico» e perciò si è unito alla riunione dove, Giordana, lo ha avvisato (solo verbalmente) che sarebbe stato Torino Turismo a occuparsi dell'evento, così come era già avvenuto nel 2015. «Peccato che due anni prima ci fosse stato un accordo scritto con l'ente», in questo caso invece «non è stata istituita nessuna deliberazione della Giunta Comunale o neppure un qualunque altro atto formale scritto di incarico a Turismo Torino», l'accordo si è concluso a parole. Sempre per caso poi, all'incontro, ha preso parte anche l'assessore al Turismo e al Commercio Alberto Sacco, il quale avrebbe affermato che «la cosa non lo riguardava». Nessun dirigente comunale, con potere di firma, avrebbe quindi partecipato alla riunione decisiva dell'evento in cui, appena sette giorni dopo, sarebbero rimaste ferite oltre 1500 persone e in cui avrebbe perso la vita Erika Pioletti. 

APPENDINO - Fin qui dunque della sindaca Chiara Appendino, allora responsabile della delega alla Sicurezza, nessuna traccia. Con la ricostruzione messa nero su bianco dai quattro di minoranza, si apprende che la figura della prima cittadina appare per la prima volta al 30 maggio quando, su sua proposta, la Giunta annuncia che «Turismo Torino, di concerto con la città di Torino e con gli organi preposti alla sicurezza, posizionerà in piazza San Carlo un maxi schermo». Arriviamo così a 3 giorni dall'evento, quando la questione passa al tavolo tecnico e si affrontano diversi aspetti organizzativi, tra cui, ovviamente, anche la sicurezza. «Non ci sono indicazioni politiche sull'esigenza di emettere una qualche forma di ordinanza antivetro o specifiche forme di contrasto all'abusivismo commerciale». La Sindaca riappare poi la sera stessa della partita con un post sul suo profilo Facebook in cui ricorda ai torinesi e ai tifosi che sarà possibile vedere la partita in piazza San Carlo: «Vi assicuro che tanti cittadini sono al lavoro da settimane per garantire sicurezza e ordine per quella che deve essere, comunque vada una serata di festa». Arriviamo quindi al 3 giugno, giorno della partita. 

VENDITORI ABUSIVI - Durante quella notte la sindaca è a Cardiff e il suo vice, Guido Montanari, posta sul suo profilo Facebook una fotografia in cui si trova in bicicletta tra Torino e Pietra Ligure. Nella linea di comando seguono, stando alla relazione, gli assessori Marco Giusta e Sonia Schellino, ma nessuna indicazione sarebbe stata fornita da Appendino in merito a chi avesse responsabilità in sua assenza. Intanto in piazza impazzano gli abusivi con carrelli pieni di bottiglie di vetro. Come è possibile? All'interno dell'area l'accesso era possibile solo attraverso appositi varchi pedonali presiedati dalle forze dell'ordine. «I carrelli passano dal parcheggio interrato, i cui varchi non sono presidiati adeguatamente. Questo avviene per ore. Entrano bottiglie di vetro. Avrebbe potuto essere altro. Molto più pericoloso». Infine un nuovo, inquietante, dettaglio emerge in merito alla questione abusivi-bottiglie di vetro: pare infatti che la presidente dell'Ascom, Maria Luisa Coppa, avvedutasi del problema già nel primo pomeriggio del 3 giugno, abbia contattato Sacco per esprimere la sua preoccupazione. Questo, avrebbe quindi tranquillizzato la donna, assicurandole che ne avrebbe parlato con la Sindaca. «Il colloquio tra i due a Cardiff avviene. Sacco comunica alla Sindaca la segnalazione di Ascom e Chiara Appendino gli conferma che ne è già al corrente e che se ne è già occupata». Dopodiché, entrambi, sarebbero tornati a vedersi la partita.