24 ottobre 2017
Aggiornato 07:30
Erika Colombatto

Morta durante un'operazione per dimagrire, il marito: «Si sentiva grassa, era stata umiliata»

Non si sa ancora per cosa sia morta Erika Colombatto, la ragazza di 23 anni sottoposta a quattro interventi ravvicinati. Voleva tornare a essere magra perché i suoi 120 chili erano diventati più di un peso

Erika Colombatto e il marito (© Facebook)

TORINO - Il marito di Erika Colombatto, Younis Lhou, da continuamente avanti e indietro tra Torino e Ciriè, comune dove lavora. In questi giorni si sta prendendo cura della piccola Sofia, la bambina nata dall’amore con sua moglie che oggi non c’è più e non sa nemmeno il perché. Aveva 23 anni Erika e aveva deciso di operarsi e di farsi ridurre lo stomaco perché quegli oltre 120 chilogrammi l’avevano messa più volte in imbarazzo e umiliata. A raccontarlo è lo stesso marito che ha spiegato il perché di quei plurimi viaggi e operazioni al policlinico di Ponte San Pietro dove era stata indirizzata da un medico di Torino. «Erika si sentiva grassa, era stata umiliata», ha raccontato a La Stampa, «una volta per strada dei ragazzi le hanno urlato ‘cicciona’. Un’altra volta eravamo al luna park e lei era salita su una giostra con una parente. Il ragazzo addetto ai seggiolini non riusciva a chiudere l’imbracatura di sicurezza, e allora l’hanno fatta scendere. C’erano 50 persone lì vicino e lei si è sentita umiliata».

UN DECESSO SENZA UN PERCHE’ - Erika Colombatto non aveva mai sofferto di problemi particolari. Dopo aver partorito la sua Sofia però non era riuscita a calare di peso quanto avrebbe voluto e per questo aveva deciso di sottoporsi all’intervento. Alla quarta operazione la situazione è precipitata fino al decesso della paziente, nonostante tutte le volte che il marito chiedesse spiegazioni su un qualche problema - come ad esempio quando aveva freddo alle gambe o per un malore dopo il secondo intervento - gli veniva detto che era una cosa normale. Dall’ospedale nessuno ha saputo ancora dare una spiegazione di quanto avvenuto, ci sarà un’autopsia che potrà dare risposte più certe, ma gli esiti non si sapranno subito.

DENUNCIA DALL’OSPEDALE - Quando il marito Younis Lhou si è recato dai carabinieri ha scoperto che era stato lo stesso ospedale di Ponte San Pietro a segnalare il decesso. Così non ha proceduto anche lui ma, ha detto, che aspetterà l’esito dell’autopsia prima di decidere come comportarsi. «Ora quello che mi interessa è Sofia, la mia bambina. E’ quello che avrebbe fatto anche Erika».