22 agosto 2017
Aggiornato 22:30
Beinasco

A due anni mangia un pezzo di hashish del padre, bambino ricoverato al Regina Margherita

I genitori lo hanno portato all’ospedale di Rivoli in stato soporoso. Gli esami hanno identificato la causa nell’ingerimento di un pezzo di hashish scambiato, molto probabilmente, per una caramella

Il bambino è ricoverato al Regina Margherita (© ANSA)

TORINO - Un bambino di due anni è ricoverato al Regina Margherita per intossicazione da cannabinoidi per aver ingerito un pezzo di hashish trovato in casa. Non è in gravi condizioni e, secondo quanto riferito dai medici, sta migliorando con il passare delle ore. Questa è una situazione che purtroppo non è nuova nel torinese e che è stata segnalata dall’ospedale di Rivoli, il primo in cui è stato portato il bambino dai genitori residenti a Beinasco, sia ai carabinieri che ai servizi sociali. Il tutto prima di scoprire che quella droga era del padre e probabilmente il piccolo l’ha trovata dentro un cassetto e l’ha ingerita.

DA RIVOLI A TORINO - La mamma e il papà hanno portato il figlio d’urgenza all’ospedale di Rivoli dicendo che stava dormendo in un sonno profondo da diverse ore. Fatti tutti gli esami i medici non hanno capito subito di cosa si trattasse e, vista la mancanza di patologie che potessero spiegare il perché dello stato soporoso, gli hanno fatto l’esame tossicologico da cui è venuto fuori che aveva ingerito un pezzo di hashish. Da lì il trasferimento al Regina Margherita di Torino, dove è presente il reparto di rianimazione neonatale. Non è in pericolo di vita e sta migliorando col passare delle ore, anche perché ha ingerito una piccola quantità, ma si è rischiato che il bambino potesse andare in coma o in grave crisi respiratoria.

LA DROGA DEL PADRE - Inizialmente i genitori hanno detto ai carabinieri di non sapere cosa fosse successo. Si erano limitati a dire che dormiva in continuazione in un sonno profondissimo e che non riuscivano proprio a svegliarlo. Non convinti, i militari hanno continuato a chiedere, fino a quando l’uomo stesso ha ammesso di fare uso di cannabinoidi di tanto in tanto. L’hashish la teneva in salotto e molto probabilmente il bambino, vedendola dentro un cassetto, l’ha scambiata per una caramella.