19 ottobre 2017
Aggiornato 09:25
Cultura

Torino Spiritualità, cinque giorni per riflettere sul bambino che è in noi

La 13ma edizione dell'evento indagherà sulle tracce d’infanzia presenti ancora nell’età adulta, su come e perché recuperarle. In programma incontri con ospiti illustri della cultura e dello spettacolo. Ecco cosa vi attende

Torino Spiritualità, in città si riflette sul bambino che è in noi (© Torino Spiritualità)

TORINO - Dal 21 al 25 settembre si terrà la XIII edizione di Torino Spiritualità «Piccolo me». Cinque giorni di incontri, dialoghi, lezioni, letture e spettacoli per riflettere sulle tracce d’infanzia presenti ancora nell’età adulta, su come e perché recuperarle. Torino Spiritualità è da sempre spazio privilegiato di riflessione e luogo in cui cercare il significato profondo del nostro essere e del nostro tempo. La riflessione di quest'anno è dedicata a cosa significhi essere, restare, diventare bambini. Da una parte si può restare bambini, volubili e capricciosi, è la «sindrome di Peter Pan». L’altra via è seguire l’invito evangelico, diventare bambini, rintracciando una dimensione mai perduta bensì sempre presente come tensione che attraversa l’essere umano. Non è raro scoprire, infatti, che l’età bambina non è affatto svanita ma resta nelle timidezze, fragilità e paure, nella curiosità del nuovo, nel non temere gli errori, nel seguire passioni, intuizioni e meraviglie. Restare bambini, rifiutandosi ostinatamente di crescere, o diventare bambini, ritrovando da grandi un tesoro che pensavamo svanito? La tredicesima edizione di Torino Spiritualità è dedicata a riflettere su questi opposti modi di abitare il tempo. Ma poiché non si può indagare il legame tra l’essere umano e la sua infanzia senza aver prima chiarito che cosa l’infanzia effettivamente sia, il festival si sofferma anche sul valore simbolico e sull’immaginario sociale dell’età bambina, per verificare in che misura stereotipi, semplificazioni e mitizzazioni soffochino la reale complessità dell’esperienza infantile e dei suoi chiaroscuri.

Gli ospiti
Quanto «piccolo me» c’è nel «grande me» che ogni adulto è diventato? Questa la domanda di Torino Spiritualità. Rispondono, tra gli altri, il pensatore Theodore Zeldin, eccentrico studioso dell’Università di Oxford, gli attori Silvio Orlando e Luigi Lo Cascio, lo psicanalista Massimo Recalcati, il direttore di la Repubblica Mario Calabresi, Vito Mancuso scrittore e teologo, il saggista Enzo Bianchi, la psicologa Silvia Vegetti Finzi, l’analista Augusto Romano, l’attore Moni Ovadia (Pagina Ufficiale), il maestro di meditazione Corrado Pensa, l’inviato de La Stampa Domenico Quirico, il filosofo e psicanalista argentino Miguel Benasayag, la saggista francese Céline Alvarez, la scrittrice e conduttrice radiofonica Gabriella Caramore, l’artista Lorenzo Mattotti, gli scrittori Chiara Gamberale, Emanuele Trevi, Domenico Starnone, Michele Mari, Francesco Piccolo e Carlo Lucarelli. In programma anche gli spettacoli di The Open Program of the Workcenter of Jerzy Grotowski and Thomas Richards e della Societas Raffaello Sanzio di Chiara Guidi. 

Le vie dei pellegrini
Nei due fine settimana che precedono l’inaugurazione del festival, sabato 9 e domenica 10, sabato 16 e domenica 17 settembre, è tempo di camminare. Le vie dei pellegrini sono otto percorsi tra la via Francigena piemontese, il Cammino di San Carlo e i Sacri Monti, l’occasione per scoprire le bellezze artistico-culturali del territorio e respirare l'intensa spiritualità del cammino devozionale. La conferenza di presentazione è giovedì 31 agosto, ore 11.30 al Circolo dei lettori. Per informazioni: www.torinospiritualita.org, 0114326827.