19 ottobre 2017
Aggiornato 09:00
Cronaca

Non assunta perché fidanzata con un ragazzo africano: svolta nella vicenda

La Regione Piemonte ha deciso di appoggiare la ragazza, ma anche dal Comune arrivano attestati di solidarietà: «I deboli e i vigliacchi perdono sempre». Intervengono i carabinieri

Chiara e il suo fidanzato (© Facebook)

TORINO - Tutti a sostegno di Chiara. E’ questa la posizione delle istituzioni nei giorni che vedono imperversare le polemiche in merito all’episodio del posto di lavoro negato a una giovane ragazza di 18 anni, «rea» di essere fidanzata con un ragazzo di colore. «Per me puoi uscire anche con il mostro di Firenze, ma permettimi di non affidare la cassa di un negozio a chi divide la sua vita con un africano» le aveva scritto su Facebook il commerciante. Lo screenshot ha ovviamente fatto il giro del web, suscitando le reazioni delle istituzioni. Ed è proprio per mano delle istituzioni che la vicenda assume una piega ben diversa.

LA REGIONE CON CHIARA - A dare la svolta è l’assessore regionale alle Pari Opportunità Monica Cerutti: «E’ un evidente discriminazione». Ecco perché, in base alla legge regionale del 2016 contro le discriminazioni, se la ragazza decidesse di querelare il commerciante, la Regione sosterrà per lei le spese legali del processo. Un’azione concreta, a sostegno di Chiara che con i suoi 18 anni si ritrova al centro di un vortice inaspettato e a tratti indesiderato. Forse la giovane non si aspettava che i suoi screenshot destassero così scalpore. Anche il Comune di Torino, nella persona dell’assessore Marco Giusta, ha manifestato la propria vicinanza alla ragazza: «I deboli e i vigliacchi, alla lunga, perdono sempre. Ma solo se chi non deve tacere non tace. Ricordiamoci di indignarci, sempre. E non tacere mai».

CARABINIERI DA CHIARA - Intanto, nella giornata di ieri, i carabinieri hanno fatto visita a casa di Chiara per avere alcune informazioni su questa vicenda. Probabile che i militari abbiano voluto prendere una copia della chat, nel caso la vicenda passi dal web ai tribunali. Su internet, e soprattutto sui social network, i commenti si dividono tra chi condanna il gesto razzista e chi rivendica il diritto di un commerciante di assumere o non assumere una persona. Chiara, dal canto suo, ribadisce di essere rimasta senza parole per questo episodio: «Una cosa del genere non mi era mai capitata e non è degna di un paese civile»
 

La chat che ha destato rabbia e scalpore

La chat che ha destato rabbia e scalpore (© Facebook)