13 dicembre 2017
Aggiornato 15:54
Cena in Bianco

Problema sicurezza, a Torino salta la Cena in Bianco 2017: «Non c’è più tempo, ma per il 2018…»

La cena avrebbe dovuto svolgersi in piazza Castello, ma dopo i fatti del 3 giugno la soluzione non è più praticabile. Troppi divieti dalla circolare Gabrielli: «A Torino ci è stato detto di no»

TORINO - Nel 2017 Torino non avrà la sua cena in bianco. Per la prima volta dalla nascita di quello che è senza dubbio uno degli eventi più apprezzati dalla città, il capoluogo piemontese non ospiterà la cena a cielo aperto in cui migliaia di persone partecipano rigorosamente vestiti di bianco. Il motivo? Un problema di sicurezza.

LO STOP ALLA CENA - Lo spettro di piazza San Carlo e dei fatti del 3 giugno c’è e negarlo sarebbe da ipocriti. La cena era già stata rinviata, ma salvo miracoli non verrà mai organizzata nel 2017. A confermarlo è Antonella Bentivoglio D’Afflitto, assessore alla Cultura del Comune di Venaria e organizzatrice dell’evento: «Non ci sono le condizioni e il tempo per organizzare l’edizione 2017 della Cena in Bianco». Troppi divieti e tempi burocratici infiniti sono le ragioni di questo stop all’evento. La cena avrebbe dovuto svolgersi in piazza Castello, piazzetta Reale e piazza San Giovanni ma il Comune ha dato parere negativo per l’occupazione del suolo pubblico. Il motivo? La circolare Gabrielli, che prevede tantissimi divieti. 

E NEL 2018? - Un evento di questo tipo infatti è particolare in quanto non si tratta né di uno spettacolo né di un concerto. La cena, come molti sapranno, è quasi «improvvisata» con molti oggetti portati in piazza direttamente dagli stessi commensali: impossibile controllare tutto, nonostante la copertura delle assicurazioni, i volontari ecc. In passato la Cena in Bianco non ha mai dato problemi, anzi si è sempre contraddistinta per l’organizzazione e l’educazione dimostrata dai partecipanti. Per quest’anno nulla da fare comunque, la cena salta come già successo altrove (Savona). La speranza è di riuscire a organizzare l’evento nel 2018: se Torino non dovesse concedere gli spazi, i commensali potrebbero «migrare» in un altro paese della cintura. Una cosa + certa, ad andare in bianco, nel 2017, saranno tutti i torinesi.