27 maggio 2020
Aggiornato 01:00
Storie di Torino

Via Cernaia, la strada che cambiò nome per evitare battute a sfondo sessuale 

Che il toponimo sia stato italianizzato come spesso accade nel passaggio di un termine straniero alla lingua italiana, in vero, non è una cosa insolita. Eppure questo cambio di denominazione cela un risvolto ironico che ben si sposa con l'attitudine perbenista del popolo torinese fin dalle sue origini

TORINO - E' una delle vie più belle e caratteristiche della città: con i suoi portici corre da piazza XVIII Dicembre, passa da piazza Solferino, e si congiunge con via Pietro Micca fino a piazza Castello. Stiamo parlando, ovviamente, di via Cernaia, di cui oggi non mettiamo in discussione la bellezza quanto piuttosto il nome. La via, progettata nel 1855, viene intitolata al ricordo della battaglia di Cernaia, combattuta dall'esercito Sardo, durante la guerra di Crimea. Cosa c'è di strano? Il fatto è che, a voler ben cercare sulle mappe, di Cernaia non v'è traccia. Che il toponimo sia stato italianizzato come spesso accade nel passaggio di un termine straniero alla lingua italiana, in vero, non è una cosa insolita. Eppure questo cambio di denominazione cela un risvolto ironico che ben si sposa con l'attitudine perbenista del popolo torinese fin dalle sue origini. 

NOME - L'intenzione di intitolare una delle principali strade cittadine alla grande vittoria in Crimea venne presa già dai trattati di pace di Parigi, nonostante i molti scettici: il nome russo, Tchernaia, infatti sembrava ai più quasi impronunciabile. Inoltre, pare che i più spiritosi lo accostarono immediatamente al dialettale ciòrgna, termine utilizzato per indicare, volgarmente, l’organo sessuale femminile. La traduzione italiana di Tchernaia in Neira, non aiutava affatto, perciò venne deciso di italianizzare il nome in Cernaia, adoperando la pronunzia più verosimile ed evitando così facili battute a sfondo sessuale per una delle vie più importanti della città.