26 settembre 2017
Aggiornato 12:30
Cronaca

«Fidati di me, sono un carabiniere», truffatore sottrae 1200 euro a una donna

L'attività di indagine condotta dagli investigatori di Rivoli ha portato all’individuazione dell’autore del fatto, un cittadino italiano di 38 anni. L'uomo è stato denunciato per ricettazione, falsità materiale, detenzione e porto abusivo di armi e possesso di segni distintivi contraffatti

Trentottenne finge di essere un carabiniere (© Polizia di Stato)

RIVOLI - Tutto è partito da una denuncia di truffa presentata presso il Commissariato di Rivoli da una cittadina italiana. La donna si è presentata dagli agenti raccontando che nel mese di marzo aveva conosciuto un uomo su Internet e che questo le aveva raccontato di essere un carabiniere.  Dopo essere diventati amici, l'uomo le aveva proposto di aiutarla nelle pratiche di assicurazione di un’autovettura che la donna aveva appena acquistato. Nel fare questo l’uomo, che solo in seguito si è scoperto essere un truffatore, aveva fornito alla donna gli estremi per effettuare un versamento di 1200 euro, quota prevista per la copertura assicurativa, ed era sparito nel nulla.

INDAGINI - L'attività di indagine condotta dagli investigatori di Rivoli ha portato all’individuazione dell’autore del fatto, un cittadino italiano di 38 anni, residente in via Donizetti. Gli agenti del Commissariato «Barriera Nizza» allora si sono recati nel luogo di residenza indicato ma dell'uomo non c'era nessuna traccia. In breve tempo i poliziotti sono riusciti a risalire alla vera residenza del truffatore, nel quartiere San Paolo.

CARABINIERE-  In un primo momento l'uomo si è rifiutato di aprire la porta dell'alloggio alle forze dell'ordine, asserendo di non fidarsi poiché gli agenti erano in borghese. Successivamente,  in seguito anche all’arrivo di personale in uniforme, l'uomo ha aperto la porta e ha seguito gli agenti in commissariato per alcuni accertamenti. Già in questi primi momenti i poliziotti si sono resi conto che qualcosa non andava: l’uomo cercava vistosamente di nascondere qualcosa che aveva nella tasca dei pantaloni. Gli agenti allora gli hanno chiesto di svuotare le tasche, ed è allora che hanno trovato un tesserino porta placca delle Forze Armate, con annesso tesserino con logo della Repubblica e la scritta "Carabinieri, Gruppo Intervento Speciale", intestata a un Maggiore, con i dati anagrafici parzialmente identici a quelli dell'uomo e con la sua fotografia. 

PERQUISIZIONE -  A questo punto gli agenti hanno sottoposto a perquisizione l'intero alloggio, rinvenendo tutto una serie di oggetti sospetti. Si tratta nello specifico di un taser elettrico, di un proiettile calibro 9X21 camiciato, di due pugnali e di due pistole soft air complete di munizionamento a pallini. Hanno rinvenuto inoltre una pistola giocattolo con contrassegno rosso, un cinturone contenente un manganello telescopico e due paia di manette; oltre a ben 5 distintivi cartacei riportanti il logo dei Carabinieri e un apparato radio completo di due batterie e due antenne. Sono saltati fuori anche dei contrassegni per parcheggio disabili palesemente contraffatti e cinque mazzi di chiavi di autovetture Fiat di proprietà della società Enjoy e un lampeggiante di colore blu da autovettura, in utilizzo alle forze di polizia e una pettorina riportante la dicitura «sicurezza».  Gli agenti hanno sottoposto a sequestro tutto il materiale rinvenuto e hanno denunciato il trentottenne per ricettazione, falsità materiale, detenzione e porto abusivo di armi e possesso di segni distintivi contraffatti.