19 novembre 2017
Aggiornato 22:00
Cronaca

Incendio nella zona industriale di Pianezza, scoperto deposito di rifiuti altamente infiammabili 

Visto la mole di rifiuti accatastati alla rinfusa, l’intervento è iniziato con l’identificazione e classificazione dei materiali presenti. Dopodiché si è proceduto al sequestro dell’area di circa 2000 metri quadrati

Scoperta discarica abusiva nella zona industriale di Pianezza (© Carabinieri)

PIANEZZA - Poco prima di ferragosto i carabinieri del nucleo operativo ecologico di Torino sono intervenuti nell’area industriale di Pianezza a seguito di un incendio sviluppatosi presso una ditta attiva nel settore dei prototipi nautici. L’incendio, di proporzioni modeste, subito spento dai Vigili del Fuoco, ha interessato materiali plastici impiegati per la realizzazione degli stampi degli scafi nautici. Se da un punto di vista della salvaguardia dell’aria l’incendio non ha determinato contaminazioni, l’attenzione dei militari del Noe si è invece concentrata sull'area laterale e posteriore del capannone.

RIFIUTI - Qui i militari hanno trovato, stoccati irregolarmente, grandi quantità rifiuti eterogenei altamente infiammabili. Visto la mole di materiali accatastati alla rinfusa l’intervento, congiuntamente a personale dell’Arpa Piemonte, è iniziato con l’identificazione e classificazione dei rifiuti presenti, composti in gran parte da scarti e residui della lavorazione di polistirolo, di vetroresina e di carbonio, parti metalliche, imballaggi plastici, legno e cartone, resine di diverse caratteristiche, vernici e solventi. Una volta caratterizzati i rifiuti e quantificati in circa 400 metri cubi, più alcune decine di fusti metallici contenenti residui di diversa natura, si è proceduto al sequestro dell’area di circa 2000 metri quadrati.

DENUNCIA - Vista l’eterogeneità dei materiali e la loro alta infiammabilità, il sequestro dell'area mira a scagionare futuri incendi e a evitare la dispersione nelle aree circostanti di inquinanti, considerata anche l’estrema leggerezza delle polveri e dei residui della lavorazione del polistirolo e della vetroresina. L’amministratore della società, un torinese di 56 anni, è stato denunciato per deposito incontrollato di rifiuti speciali e non e invitato a elaborare un crono programma per il corretto smaltimento dei materiali sottoposti a sequestro, oltre a predisporre aree più idonee al temporaneo stoccaggio degli scarti produttivi anche in considerazione delle caratteristiche specifiche dei singoli rifiuti prodotti.