20 novembre 2017
Aggiornato 18:01
Cronaca

«Chiudiamo le frontiere», Casa Pound tappezza le fioriere antiterrorismo: è polemica

«Invece delle strade chiudiamo le frontiere» è il manifesto apparso in centro. Dura risposta di Damiano Carretto, M5S: «Buffoni, Torino non ha bisogno di chi fa politica così»

I manifesti affissi nella notte (© Casa Pound Torino)

TORINO - «Invece delle strade chiudiamo le frontiere». E’ questa la frase riportata sui manifesti apparsi questa mattina in pieno centro, a Torino. La firma è inconfondibile: Casa Pound. I militanti li hanno affissi nella notte, «personalizzando» le barriere antiterrorismo volute dal Comune di Torino in seguito all’innalzamento dell’allerta dopo l’attentato sulle Ramblas. Una presa di posizione netta, con i manifesti che hanno ricoperto diverse fiorirere della città, da via Langrange a via Roma, passando per piazza Castello.

LA POLEMICA - Il gesto, volutamente provocatorio come ammesso da Casa Pound, ha ovviamente suscitato diverse polemiche. Matteo Rossino, responsabile provinciale di Casa Pound, spiega: «Appendino dovrebbe occuparsi delle periferie, dove il rischio di radicalizzazione è elevato». Gli fa eco Marco Racca, coordinatore regionale: «Dobbiamo barricare le città per la paura di attentati, questa è una resa incondizionata della nostra civiltà». La risposta di chi è attualmente nell’amministrazione comunale non si è fatta attendere con Damiano Carretto, consigliere del Movimento 5 Stelle: «I buffoni di Casapound imbrattano le fioriere del centro con manifesti abusivi e quindi illegali. Torino non ha bisogno di chi fa politica in questo modo».

Un manifesto in via Lagrange

Un manifesto in via Lagrange (© Damiano Carretto)