20 novembre 2017
Aggiornato 14:00
Universitą

La nuova era dell'Universitą di Torino: tra domande in aumento e professori in sciopero

Tra scioperi dei professori e domande in aumento per l'anno 2017-2018, l'Universitą di Torino attraversa un periodo di forti cambiamenti

La nuova era dell'Universitą di Torino (© Ansa Foto)

TORINO - I corsi di laurea ad accesso programmato vedono l'Università di Torino in crescita, con un netto aumento delle domande per sostenere i test d'ingresso sia nelle facoltà triennali che nei percorsi a ciclo unico. Non altrettando rosea la situazione per coloro che l'Università, di fatto, la frequentano già: lo sciopero annunciato dai docenti infatti divide e continua a far discutere.

AUMENTO - Guardiamo prima al bello: nelle facoltà triennali si è registrato un aumento di domande del +3,5% (da 11.216 nell'anno accademico 2016/2017 a 11.613 nell'anno accademico 2017/2018). Passiamo poi a vedere un aumento del  +25,5% nelle facoltà a ciclo unico (da 5300 a 6652); tra quelle più gettonate, Scienze e Tecniche Psicologiche dove si è passati da 1980 domande dell'anno scorso a 2316; segue Tecnologie alimentari in cui le domande sono passate da 234 a 302 e Conservazione a Restauro dei Beni Culturali che è passata da 56 a 83 domande. Non male anche Farmacia (da 428 a 475) e Veterinaria (da 705 a 824). Un lieve incremento infine anche tra i banchi di Scienze della Formazione Primaria che passa da 697 a 857 domande.

SCIOPERO - Passiamo ora all'altra faccia della luna: i professori dell'Università di Torino sono entrati in sciopero per richiedere, tra le altre cose, al Ministero dell'istruzione di sbloccare gli scatti di stipendio. Cosa vuol dire? Vuol dire, concretamente, che la sessione esami di settembre è alle porte e, agli appelli, rischiano di non presentarsi molti professori. Non possiamo dire esattamente quanti docenti parteciperanno allo sciopero, ma quel che è certo è che gli studenti sono preoccupati per le ripercussioni che questa scelta potrebbe avere sul loro percorso di studi. I docenti coinvolti poi,  circa 476 (211 all'Università e 269 al Politecnico), non sono tenuti a comunicare né agli studenti né alla segreteria se il loro esame si svolgerà o meno.